Monte Mixi.

Ancora polemiche sui campi di calcio 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Prosegue senza sosta il contenzioso legale sull'assegnazione dei campi sportivi “Cavour” di Monte Mixi, contesi tra due associazioni sportive dilettantistiche cittadine: la Asd La Palma e la Asd Monteurpinu Arsenal. Il 6 giugno scorso il Tar Sardegna aveva dichiarato illegittima la riapertura dei termini della procedura di assegnazione, disposta dalla Commissione incaricata. Secondo i giudici amministrativi, quella riapertura si sarebbe tradotta in una sostanziale illegittima rimessione in termini, utile a sanare l'omessa presentazione di un elemento essenziale dell'offerta da parte di uno dei concorrenti.

Contro quella sentenza si è mossa la Asd Monteurpinu Arsenal, assistita dagli avvocati Federico e Alessandro Melis, che ha presentato ricorso al Consiglio di Stato: l'udienza per discutere l'istanza cautelare è fissata a Roma per il 1 settembre 2026. In quella sede i giudici di Palazzo Spada valuteranno se sospendere gli effetti della sentenza del Tar in attesa della decisione di merito. Ma nel frattempo la vicenda si è arricchita di un secondo capitolo. La stessa Asd Monteurpinu Arsenal ha impugnato davanti al Tar Sardegna, con un nuovo ricorso, la determina con cui la Regione aveva riconvocato la Commissione disponendo una seduta riservata, per far ripartire la procedura di assegnazione dell'impianto. Su questo secondo fronte, il 20 luglio scorso, è arrivato un decreto presidenziale che ha accolto solo in parte l'istanza cautelare: è stata sospesa la parte della determina che prevedeva lo svolgimento in forma riservata della fase di apertura dei plichi. Anche in questo caso la discussione collegiale dell'istanza cautelare è stata fissata per il 2 settembre 2026.

Con la sospensione della seduta riservata, una delle ipotesi sul tavolo è che si proceda all'apertura delle buste originarie in seduta pubblica, nel rispetto dei principi di trasparenza e di par condicio tra i concorrenti. Resta però da sciogliere il nodo centrale della vicenda, che spetterà al Consiglio di Stato: stabilire se la riapertura dei termini disposta dalla Commissione sia stata davvero illegittima, come ha stabilito il Tar, oppure se le modalità seguite fossero invece regolari. La risposta arriverà solo dopo l'udienza di settembre. (fr.pi.)
RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?