Roma. Blog, siti e profili social finiscono sotto la lente degli inquirenti al lavoro per ricostruire la rete di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, gli anarchici morti venerdì a Roma nel crollo del casale del parco degli Acquedotti mentre assemblavano una bomba. Accanto agli accertamenti diretti a individuare l'obiettivo che si intendeva colpire, viaggiano in parallelo le indagini che, attraverso il meticoloso monitoraggio del web e delle piattaforme di messaggistica, puntano a ricucire la filiera che potrebbe avere messo a disposizione dei due il materiale per la fabbricazione dell'ordigno. Documenti, telefoni e altri dispositivi sarebbero stati ritrovati anche nell'abitazione dove Ardizzone e Mercogliano si appoggiavano. L'attenzione, però, resta alta. Alfredo Cospito, dal penitenziario di Sassari, sta contando i giorni che mancano al 4 maggio, data di scadenza del regime del 41 bis cui è sottoposto da quattro anni. È possibile che il Ministero della giustizia disponga una proroga. I compagni dell'anarchico hanno già lanciato una campagna di solidarietà. Ma la scadenza su cui si stanno concentrando gli apparati di polizia è assai più ravvicinata: sabato prossimo, sempre nella capitale, ci sarà il “No Kings”, un corteo contro la guerra che si prevede raccoglierà 15mila partecipanti da tutta la penisola.
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