L’entusiasmo degli appassionati di vela è irrefrenabile, così come sono palpabili le speranze e le aspettative di molti operatori turistici cagliaritani e dei centri della Città Metropolitana. L'ufficialità della notizia che lo spettacolo delle regate della 38ª America’s Cup approderanno nel Golfo degli Angeli, con Cagliari che ospiterà il primo appuntamento della Louis Vuitton, ha subito esaltato il popolo del mare.
La città sarà pronta
«Eventi come questo hanno una rilevanza eccezionale dal punto di vista della pubblicità, dei flussi turistici e per la capacità di far conoscere in campo internazionale i luoghi che li ospitano», chiarisce il sindaco Massimo Zedda, che ha ringraziato i vertici della Regione per aver riportato in città la carovana della Coppa America che era stata persa. «Ma c’è da aggiungere – prosegue il primo cittadino – che le condizioni meteo-marine del Golfo di Cagliari sono tra le più straordinarie per questa disciplina, sia per caratteristiche che per numero di giornate di vento. Per questo la ricaduta sarà incredibile tra gli appassionati nel mondo. E quando arriveranno le regate la città sarà pronta». Dello stesso parere l’Assessore allo Sport, Giuseppe Macciotta, che non nasconde la felicità per la designazione di Cagliari. «Ci riempie d’orgoglio», sottolinea, «e conferma la naturale vocazione della nostra città a proporsi quale centro velico di caratura internazionale. Un progetto al quale questa amministrazione tiene particolarmente e al quale sta dedicando ogni energia». Sia il sindaco che l’assessore sono certi che il capoluogo saprà «mostrarsi ancora una volta all’altezza delle aspettative, sia sotto l’aspetto prettamente tecnico e sportivo che quanto attiene al profilo della idoneità ricettiva».
Occasione strategica
«L’America’s Cup a Cagliari è un’occasione strategica per l’immagine e il futuro turistico non solo di Cagliari ma per l’interro territorio meridionale dell’Isola», ammette Fausto Mura, presidente di Federalberghi Sud Sardegna, «il capoluogo ha già dimostrato, in passato, di essere una sede naturale per questo tipo di grandi eventi internazionali. È opportuno ricordare che le regate preliminari dell’America’s Cup erano previste a Cagliari dal 23 al 25 aprile 2020, ma furono annullate esclusivamente a causa dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19. Un’occasione mancata, non per limiti organizzativi o logistici, ma per una contingenza globale del tutto eccezionale». Per il portavoce degli albergatori non bisogna perdere l’occasione. «Il valore dell’evento», prosegue, «non risiede soltanto nel traffico diretto generato dalle squadre, dagli accompagnatori, dai giornalisti o dagli spettatori, ma soprattutto nella visibilità mondiale che il Golfo di Cagliari e l’intero Sud Sardegna riceverebbero attraverso le televisioni e i media mondiali. Parliamo di una vetrina globale capace di veicolare l’immagine di un territorio moderno, affidabile, sicuro e dotato di eccellenze ambientali e climatiche uniche».
Chance importante
E che le ricadute arriveranno non solo sul capoluogo ne è convinta anche Clara Pili, direttore generale della fondazione che gestisce l’area archeologica di Nora, esperta di turismo e marketing territoriale. «Si tratta senza dubbio di una vetrina prestigiosa», conferma, «ma da sola non basta. Senza una strategia chiara e condivisa e senza un territorio realmente preparato ad accogliere eventi internazionali, il rischio è che tutto si riduca a un bel momento fine a sé stesso. È fondamentale accompagnare questa occasione con una comunicazione efficace e coordinata. Allo stesso tempo, servono servizi adeguati, infrastrutture efficienti e un’accoglienza all’altezza delle aspettative. Solo così l’America’s Cup potrà lasciare benefici concreti e duraturi. Tutti siamo chiamati a fare la nostra parte. Non possiamo permetterci di sprecare un’opportunità di questo valore».
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