Il piano.

America’s Cup, corsa contro il tempo 

Mezzi pubblici potenziati, interventi su via Roma e a Sant’Elia in vista delle gare 

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Tre mesi per farsi trovare pronti al grande appuntamento. L’organizzazione della regata preliminare della 38ª America’s Cup impone a Cagliari uno sforzo aggiuntivo, in mezzo ai vari cantieri disseminati per il capoluogo, per presentarsi nella maniera migliore alla platea mondiale che dal 21 al 24 maggio assisterà (dal vivo o in tv) alle regate.

«Sarà un evento che darà lustro a Cagliari e dimostrerà, ancora una volta, le sue capacità organizzative»: è la certezza dell’assessore allo Sport, Giuseppe Macciotta. Che non ha dubbi sul fatto che la città riuscirà in tempi brevi a essere all’altezza di una manifestazione così prestigiosa.

I lavori

Qualcosa comincia a muoversi, anche perché il tempo stringe. Sono iniziate da alcuni giorni le operazioni di ripristino del lungomare Sant’Elia, dopo i danni causati dal ciclone Harry, in una zona centrale per l’evento (previste iniziative dedicate al Lazzaretto e più punti di osservazione). Da una settimana è poi attivo il quartier generale di Ace, l’organizzazione, alla Manifattura.

Non secondario il discorso via Roma. Se – come era previsto – il cantiere della metro dovesse partire prima di maggio, nei giorni di gara verranno effettuati dei “tagli” per consentire l’attraversamento verso il porto in sicurezza. L’area, dove non si svolgeranno lavori in concomitanza con le regate, sarà coperta da dei pannelli col brand America’s Cup.

«Prevediamo di minimizzare l’impatto visivo degli altri lavori, senza rallentarli, per avere un’immagine più che decorosa dello skyline e del porto. Abbiamo già avuto una riunione pochi giorni fa con tutti i soggetti coinvolti», anticipa l’assessore regionale al Turismo, Franco Cuccureddu.

Il supporto

L’America’s Cup metterà Cagliari al centro del mondo: le prime stime indicano fra 10 e 20mila presenze, oltre a equipaggi (in arrivo), staff e media. «Speriamo ci sia il tutto esaurito fra alberghi, B&B, affittacamere e qualsiasi struttura ricettiva», si augura Macciotta.

Sul piano del servizio pubblico, ci sarà un adeguamento dei mezzi per gestire il maggior flusso che si verificherà nei giorni dell’evento. «Il Ctm garantirà servizi accessori e collaborerà per la buona riuscita», segnala l’assessore.

Attesi altri interventi: «L’unico coinvolgimento economico del Comune, poche decine di migliaia di euro, è per migliorie da apportare su via Roma, strade, illuminazione e abbellimento», dice Macciotta.

La polemica

L’opposizione ha presentato un’interrogazione al sindaco Zedda per chiedere lo stato di avanzamento delle attività di preparazione, quali interventi specifici siano stati programmati e finanziati per riqualificare le strade e potenziare mobilità e strutture ricettive, ma anche cronoprogramma e risorse impegnate.

«Cagliari ha un’occasione enorme: l’America’s Cup può essere un acceleratore di investimenti, immagine e sviluppo», avverte Roberto Mura (Alleanza Sardegna), primo firmatario. «Oggi la città non è pronta, far finta del contrario sarebbe un errore. Un evento mondiale non perdona l’improvvisazione. Se ci muoviamo per tempo è un’opportunità storica, altrimenti diventa una figuraccia internazionale. La differenza la fa la programmazione».

Tra i firmatari anche Edoardo Tocco (Forza Italia). «Non possiamo permetterci errori, dobbiamo essere all’altezza con le nostre strutture e i nostri siti archeologici per creare un’immagine equivalente all’evento», aggiunge. Critiche che l’assessore Macciotta respinge. «Tutto procede al meglio sul piano organizzativo, di mobilità e ricettivo: si rasserenino. Sarà una grande vetrina per Cagliari, sono polemiche campate per aria».

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