L’evento.

«All’ex Marino recuperiamo il Poetto perduto» 

Ieri quarto seminario sulla riqualificazione: quel tratto di spiaggia apparteneva a Quartu 

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Il mare del Poetto al di là del cantiere. È la spiaggia di Cagliari vista dalla finestra della Colonia Dux, dove il recupero procede spedito. Sono immagini inedite, quelle proiettate ieri ai “Seminari sull’Arte della Manutenzione”, quarto appuntamento nella sede storica dell’ex Unione Sarda, in viale Regina Elena. Un viaggio nel passato dell’ex Marino per recuperare «una memoria che sotto il profilo archeologico fa tornare l’orologio indietro sino a ottomila anni fa», ha esordito Maria Antonietta Mongiu, la responsabile scientifica della riqualificazione. A portare tutti dentro il cantiere, stavolta solo virtualmente «ma faremo una giornata di sopralluogo anche nel cantiere», è stata Diana Zuncheddu, la presidente del Cda della Colonia Hotel srl, la società che a fine 2021 si è aggiudicata il bando della Regione. Venti anni di concessione demaniale con l’obbligo di convertire l’ex Marino in hotel.

I lavori

«È in corso – ha spiegato Zuncheddu – il recupero di un edificio storico trattato come bene culturale». Non solo perché c’è un vincolo monumentale datato 2007, ma con questo progetto «vogliamo andare anche e soprattutto alla ricerca del Poetto perduto, utilizzando le migliori competenze», come nel filo rosso dell’appuntamento di ieri. Intanto non è un lavoro qualsiasi, questa prima fase di intervento. «Si sta procedendo con la metodologia dell’archeologia degli elevati – ha rimarcato la presidente –. Ogni pezzo storico è catalogato con l’obiettivo di tornare alla struttura originaria di Badas». Quella che «il 21 maggio del 1937 l’Ufficio tecnico del Comune di Cagliari prende in esame esprimendo parere favorevole», è la ricostruzione archivistica curata da Marianna Leone, l’archivista che sta collaborando alla creazione della Colonia Dux library, il futuro registro digitale dell’ex Marino, «pronto da settembre», ha anticipato Mongiu.

I dettagli

Il viaggio nel cantiere del Poetto è cominciato dal piano terra. «Un recupero – ha continuato Diana Zuncheddu – che per il suo valore storico è stato affidato a una ditta specializzata in restauro di chiese e di beni culturali». Per chi non è del mestiere, vale quasi un aneddoto il racconto della presidente: «Per riparare i pilastri nelle parti danneggiate, viene utilizzata la geolite, una malta eco-compatibile che ha una presa veloce». Tra un piano e l’altro, «è fondamentale il controllo del solaio: anche qui – è andata avanti Zuncheddu – viene controllato ogni singolo travetto. E in caso di usura, specie nella parte più vicina al mare, si procede pezzo per pezzo con il rinforzo». L’ultimo livello della Colonia Dux è oggi il piano più scarno: sono rimasti solo i pilastri, «quell’intelaiatura – ha detto la professoressa Mongiu – dove emerge l’Ubaldo Badas più iconico, capace di modellare il calcestruzzo come fosse un tessuto».

La storia

Questo tratto di Poetto «diventato ospedale Marino nel 1948 e poi abbandonato dal 1988 – ha raccontato Leone, documenti alla mano – apparteneva al Comune di Quartu. Nel 1913 la nascita della tranvia e la spiaggia di Giorgino non più praticabile per motivi sanitari, fanno sì che il Poetto divenga la spiaggia di Cagliari». Quindi il passaggio formale di quel tratto di litorale all’amministrazione del capoluogo. Uno spazio che sino a «prima del Dopoguerra faceva parte di un ecosistema unitario – ha ricordato la professoressa Mongiu –: oltre al Poetto comprendeva San Bartolomeo, Sant’Elia, Molentargius e Quartu. Nell’ultimo secolo le concessioni, non solo edilizie ma anche balneari, dagli stabilimenti ai baretti. Quello che si sta facendo oggi è anche il recupero di una prospettiva paesaggistica: non ci riporterà al paleoambiente, ma valorizzerà questa porzione di città per la sua storia di lunga durata, uno spazio che non ha mai smesso di essere insediato, sin dal Neolitico. La riqualificazione della Colonia Dux è più che mai l’esemplarità di una pratica di comportamento tra pubblico e privato». La prospettiva è aprire l’hotel nel 2027. Lunedì 3 agosto l’ultimo seminario prima della pausa estiva, con i sindaci di Cagliari e di Quartu.

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