l’emergenza

Allarmi bomba, è caos «Questo è solo l’inizio» 

Paura per una presunta rivendicazione: «Faremo saltare in aria aerei, navi e treni» 

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Gli allarmi bomba nei cieli europei non si fermano. Un copione riproposto per la terza volta in quattro giorni provocando una nuova giornata di caos con aerei di linea deviati su altri scali, caccia militari in azione e disagi per i passeggeri. «Questo è solo l'inizio» viene promesso in una presunta rivendicazione inviata via mail ad alcune testate giornalistiche. «Molto presto faremo saltare in aria i vostri aerei, navi da crociera, stazioni della metropolitana e treni», continua il messaggio - di cui non è stata verificata l'autenticità - a firma Mikhail Andropov. Le minacce - tutte risultate false - ieri, sono arrivate anche attraverso telefonate anonime. Almeno una quindicina i jumbo su cui è stata segnalata la presenza di ordigni, di cui due su tratte che riguardano l'Italia, quattro in Francia, altrettanti diretti a Madrid e otto provenienti da Praga.

L’allarme

L'allerta su un aereo Ryanair decollato da Roma e atterrato a Lisbona è scattata nelle prime ore del mattino quando è arrivata una telefonata dalla polizia portoghese. Poco più tardi a Praga un'altra chiamata ha annunciato esplosivo a bordo di un Wizzair che sarebbe dovuto atterrare a Fiumicino alle 11. L'aereo è stato deviato su Venezia dove sono state effettuate le bonifiche e, solo nel pomeriggio, è ripartito per Roma. «Ci hanno subito rassicurato e tranquillizzato» ha raccontato una coppia all'arrivo nella Capitale. Per tre volte in poche ore sono entrati in azione i caccia militari ungheresi, su richiesta della Nato, che hanno scortato altrettanti velivoli fino all'atterraggio. E nuovi falsi allarmi si sono verificati all'aeroporto di Copenaghen. Un'altra giornata di tensione dunque e non soltanto ad alta quota: gli allarmi sono arrivati anche in diverse redazioni giornalistiche irlandesi che hanno ricevuto, sempre via mail, minacce di attentanti poi risultate false.

La preoccupazione

Per la premier Giorgia Meloni, gli hacker e gli allarmi bomba sugli aerei «chiaramente devono preoccupare. Non siamo in grado oggi di dire se i recenti episodi siano tutti collegati però ci dicono sicuramente tutti la stessa cosa: che oggi a essere sotto attacco sono le infrastrutture civili». Il vicepremier Matteo Salvini ha chiesto informazioni agli 007 e ha evidenziato che questi allarmi «rischiano di avere ripercussioni in termini di cancellazioni e provocare un senso di incertezza». Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, invece, non ha dubbi: «Siamo davanti a un tentativo di aggressione ibrida e di guerra psicologica».

Indagini

In Italia si muovono i magistrati degli uffici distrettuali, sotto il coordinamento della Procura nazionale antimafia e Antiterrorismo. Sono stati già aperti fascicoli nei tribunali di Milano, Roma e Busto Arsizio per procurato allarme. L'ipotesi è che dietro l'ondata degli ultimi giorni ci sia un coordinamento a livello europeo. Dai primi riscontri, i messaggi sarebbero arrivati da indirizzi compromessi o che garantiscono servizi anonimi. L’attenzione è rivolta alla rivendicazione che riporta come mittente 'Mikhail Andropov' e che potrebbe essere riconducibile alla Russia. Da chiarire, dunque, se si tratti di un indizio su un coinvolgimento di Mosca nella vicenda o al contrario di un tentativo di sviare gli investigatori da altre piste.

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