L’Iraq è piombato nel buio assoluto: un blackout energetico ha investito l’intero Paese. Lo hanno annunciato le autorità senza però specificarne le cause, prima di ritrovarsi a dover abbattere dei droni vicino all’aeroporto di internazionale di Baghdad, dove si trova una base militare che ospita anche una missione diplomatica americana, mentre le esplosioni, secondo quanto riferiscono i giornalisti sul posto, sono state sentite anche a Erbil, nel Kurdistan iracheno. L’ambasciata statunitense ha invitato i propri connazionali a lasciare l’Iraq «non appena saranno in grado di farlo in sicurezza» e, nel frattempo, di «rimanere dove sono con scorte di cibo, acqua e medicine».
Al largo dello Sri Lanka, invece, un sottomarino americano ha colpito e affondato una fregata iraniana, facendo almeno 87 morti tra i marinai e più di trenta dispersi.
«L’America sta vincendo», ha sentenziato il segretario della Difesa statunitense Pete Hegseth, «Abbiamo solo iniziato a dare loro la caccia, a smantellarli, a distruggerli, a sconfiggere tutte le loro capacità. In soli quattro giorni, le due forze aeree più forti del mondo hanno il controllo completo dei cieli iraniani». Secondo Washington, quindi, l’aeronautica iraniana non esiste più, la marina «è praticamente affondata nel Golfo Persico, abbiamo decimato la loro flotta». Ma bisogna stare pronti, perché sono in arrivo «ondate ancora più grandi», e questo è «solo l'inizio».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
