«Il limite delle sei ore per i tempi di consegna delle olive ai frantoi riguarda solo i commercianti di olive, ma in Sardegna non ci sono perché da noi non esiste questo tipo di commercio». Dopo l’allarme lanciato dall’Aifo (Associazione italiana frantoi oleari), Aurelio Podda, titolare di un oleificio di Ussaramanna e vicepresidente dell’Associazione frantoiani della Sardegna, spiega come l’emergenza non tocchi le imprese dell’Isola: «Alcuni colleghi si sono spaventati, ma la questione riguarda nello specifico la Sicilia, la Calabria e la Puglia, le regioni in cui sono presenti i commercianti di olive».
L’appello
L’Aifo, con una lettera inviata al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e al sottosegretario con delega all’olivicoltura, Patrizio La Pietra, aveva chiesto «un intervento urgente sull’articolo della legge del 2023 che disciplina i tempi di consegna delle olive da parte dei commercianti ai frantoi». In una nota, l’associazione sottolinea di «aver già segnalato lo scorso anno le criticità di una disciplina che, pur perseguendo obiettivi condivisibili di qualità e tracciabilità, rischia di risultare incompatibile con la reale organizzazione logistica della filiera. A seguito di quelle osservazioni, l’entrata in vigore della norma era stata rinviata di un anno. La proroga si è però conclusa il 1° luglio 2026 senza che nel frattempo si sia arrivati a una modifica strutturale». La richiesta ora è di portare le 6 ore ad almeno 24. «I frantoi della Sardegna si riforniscono direttamente dagli agricoltori», specifica Podda, «quindi per noi non cambierà nulla».
La stagione
Oltre all’allarme sui tempi di conferimento, l’Aifo nazionale aveva evidenziato anche una situazione delicata del comparto dovuta alle importanti giacenze d’olio nei frantoi. «Anche in questo caso l’emergenza non ci riguarda», aggiunge Podda, «non abbiamo nessuna giacenza perché arriviamo da una brutta stagione a causa dei cambiamenti climatici. Questa dovrebbe essere sufficiente per sopperire alle richieste del mercato sardo. I frantoi nazionali, invece, sono pieni perché anziché svendere l’olio hanno preferito aspettare».
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