Uras.

«Al lavoro per terminare vecchi progetti» 

Il commissario: in Comune per ascoltare tutti. Incendi, chiesto lo stato di calamità 

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Una cosa è chiara: preferisce il contatto con le persone alle mail. «I cittadini che vogliono parlare con me sanno quando e dove trovarmi. Sono pronto ad ascoltare tutti». Dopo due mesi dall’insediamento, il commissario di Uras, Giovanni Basolu, classe 1956 di Ottana, ha completato la fase di ricognizione.

L'arrivo

La nomina è avvenuta dopo lo scioglimento del Consiglio comunale disposto dalla Giunta regionale che ha dato seguito a una sentenza del Consiglio di Stato. Il commissario, che per 40 anni è stato segretario in diversi Comuni, Oristano compreso, a Uras è arrivato a fine maggio. Ad accoglierlo l'ex sindaco Samuele Fenu, con cui ha avuto solo quell’incontro. «Non voglio contatti con politici - spiega - per lavorare bene ci sono gli uffici». Basolu ha poi chiesto il consiglio di «un ex sindaco che ha governato a Uras per 15 anni nell'ottica di operare al meglio. Mi ha gentilmente fotografato il paese e la comunità in maniera ottimale».

Il Municipio

Basolu precisa di aver trovato dipendenti «molto professionali e preparati. L'unico problema è che sono pochi: 16 in tutto. Ma questo purtroppo è un problema che riguarda tanti comuni». Il commissario spiega poi lo stato delle casse comunali: «Ho trovato una situazione finanziaria sana. Fin da subito ho iniziato a lavorare per portare avanti l'attività amministrativa. Ora stiamo cercando di reperire i fondi per terminare alcuni progetti per i quali le risorse avute non bastano. Mi riferisco, ad esempio, alla ristrutturazione della chiesa di San Salvatore e del campo da calcio. Non manca l'attenzione agli edifici scolastici ma abbiamo dovuto affrontare anche la questione degli incendi: visti i grossi danni alle aziende, abbiamo dichiarato lo stato di calamità naturale».

I cittadini

In questi due mesi il commissario ha ricevuto diverse mail, ma anche tante persone. «Sono a Uras due volte a settimana, se necessario anche di più: in questi sessanta giorni ho parlato con tanti cittadini e associazioni. Ho garantito a tutte le realtà la mia collaborazione». Per quanto riguarda la vertenza sanitaria, il commissario spiega: «Purtroppo i problemi sono gli stessi di tanti altri paesi: pochi medici, poche ore a disposizione e tanta fila da parte dei pazienti». Il comitato Unisal, nato per difendere il diritto alla salute, ha più volte denunciato il silenzio del commissario, dopo avergli chiesto un incontro via mail: «Anche per loro vale la stessa regola: che vengano in Comune», conclude Basolu.

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