Il reportage.

Al gran bazar del “Mercato Cuore” 

Ieri 350 stand aperti. Gli habitué: «È un divertente spaccato di vita sociale» 

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C’è chi arriva all’alba per sistemare la merce e chi passeggia tra le corsie in cerca dell’occasione giusta; chi parla in dialetto e chi mescola lingue diverse, chi tratta sul prezzo e chi si ferma per scambiare due parole. Il Mercato Cuore, nel parcheggio di Sant’Elia, ogni domenica diventa una piccola fotografia della città: collezionisti di libri antichi accanto ai venditori di riviste d’epoca, bancarelle di oggetti vintage insieme a formaggi, frutta di stagione e materiali da recupero. Storie, provenienze e abitudini che si incrociano nello stesso spazio: ieri gli stand aperti erano 350, e tra habitué, curiosi e acquirenti si è tornati a respirare l’atmosfera di festa.

Affari e trattative

«Mediamente sono presenti circa 250 operatori e qui sono rappresentate 23 nazionalità», racconta Marco Medda, presidente provinciale di Confesercenti e responsabile della gestione del mercato. «Il nostro minimo comune denominatore è il rispetto reciproco. Non importa la provenienza, il passato o l’esperienza: tutti sono ben accetti». Una filosofia che, sottolinea, ha dato i suoi frutti: dall’apertura, nell’estate del 2020, «non si sono mai verificati problemi di ordine pubblico».

Per molti la giornata comincia prima ancora dell’alba. «Siamo qui dalle 6:40 – dice sorridendo Ulrike, hobbista originaria della Germania – ma conosco un signore che arriva poco dopo le quattro». Dopo le 13 gli stand iniziano a svuotarsi e gli ultimi visitatori si avviano verso l’uscita. Ivelise e Luca se ne vanno soddisfatti: «Una busta di libri a cinque euro, rigorosamente usati, sia per risparmiare che per una scelta di riciclo». Tra gli acquisti più recenti c’è una valigia, mentre Luca continua la sua caccia alle carte di Magic, «purtroppo introvabili». La loro spesa media? «Non più di dieci euro alla settimana». C’è chi, come Yamir Daguigue, si occupa di materiali ferrosi: «Tutto ciò che può essere riutilizzato lo portiamo qui. L’invenduto invece finisce allo sfasciacarrozze per lo smaltimento». La clientela è varia: «Molti cercano oggetti a cui dare una nuova vita, altri puntano all’affare per poi rivendere a un prezzo maggiore. Non sempre riconosciamo il vero valore della merce che abbiamo: fa parte del gioco».

I protagonisti

Per Natascia Casu e Mauro Dadea il Mercato Cuore è un appuntamento fisso: «È uno spaccato di vita sociale. Il bello è frugare tra centinaia di bancarelle: si trova sempre qualcosa di interessante, a volte anche troppo, e ci si riempie la casa di cianfrusaglie». Tra i corridoi del mercato si intrecciano sorrisi, chiacchiere e trattative sul prezzo, mentre gli oggetti trovano una seconda possibilità invece di finire in discarica. «Sono un archeologo – continua Dadea – e oggi ho comprato un libro dal valore di almeno 200 euro pagandolo solo tre. L’ho fatto notare al venditore, che ha apprezzato la mia onestà». Poco più in là anche Maria e Iris, due turiste in arrivo dall’Olanda: «Ci hanno consigliato questo posto ma siamo arrivate troppo tardi», raccontano deluse, mentre frugano tra gli ultimi stand ancora aperti. La compravendita dell’usato è diventato ormai un “must” nella vita dei cagliaritani, talmente tanto che – spiega lo staff del mercato – «l’unica vera nota dolente riguarda il traffico nei parcheggi, che spesso non riusciamo a gestire a sufficienza».

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