Via Chiabrera.

Affitti non pagati, il dramma di 40 famiglie 

L’ultimatum di Area: sfratto per i morosi. La replica: case in condizioni critiche 

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Dramma sociale in via Chiabrera, tra Cep e Pirri: 40 famiglie che dal 1985 risiedono in altrettanti alloggi popolari si sono viste recapitare da Area (Agenzia regionale per l’edilizia abitativa) diffide per morosità con intimazione a corrispondere importi elevati, 40 mila euro ad appartamento, per canoni non versati. «In caso di mancato adempimento», si legge, «saremo costretti ad adire per vie legali per il recupero coattivo del credito e dell’immobile». Missive dal tono perentorio che hanno gettato nello sconforto gli inquilini, perlopiù ultraottantenni, alcuni con problemi di salute, che ora si sentono con la spada di Damocle sulla testa.

Difficoltà

«La situazione è delicata», conferma l’amministratore unico di Area, Matteo Sestu. «Si tratta di alloggi a canone moderato che non sono assegnati secondo le graduatorie di Erp del canone sociale. Sono in locazione a soggetti che già al momento della stipula erano consapevoli di canoni che si aggiravano tra 300 e 500 euro. E si riscontra una elevata morosità per anni di canoni non pagati. Ci sono situazioni diverse e l’azienda è impegnata a verificarle. Va sottolineato che diversi inquilini hanno già sostenuto una causa, che li ha visti soccombenti».

I disagi

Area ha proposto un piano rateale, ma gli inquilini contestano la ricostruzione dei fatti. «La verità», sostengono gli abitanti di via Chiabrera, «è che una quindicina di anni fa la competenza sulle palazzine è passata dall’Istituto autonomo case popolari, Iacp, ad Area e il canone è stato raddoppiato». «L’affitto ora è troppo alto per quelle che sono le condizioni delle case», protesta Anna Porcu, 81 anni, «e se le abitazioni sono ancora in buone condizioni è merito nostro. Area non ha mai fatto manutenzione». «L’agenzia chiede 500 euro», si lamenta Stefania Farci, 55 anni, «senza tener conto che si vive tra infiltrazioni e mattonelle rotte, senza riscaldamento e con acqua marrone che sgorga dai rubinetti». «Siamo assegnatari regolari», ci tiene a precisare un altro inquilino, «abbiamo sempre pagato, anche gli aumenti Istat. Avremmo voluto riscattare ma ci è stato impedito. Chiediamo un canone adeguato al valore reale degli appartamenti, auspichiamo una rinegoziazione».

La speranza

Al fianco dei residenti scende in campo la politica. «Credo che Area debba dare spiegazioni e verificare lo stato degli alloggi», tuona Edoardo Tocco, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale. Il consigliere regionale Alessandro Sorgia (Gruppo Misto) aggiunge: «Gli immobili verserebbero in stato di progressivo deterioramento. Una situazione che pesa su una popolazione composta in larga parte da pensionati. Gli inquilini chiedono canoni commisurati alle condizioni degli edifici».

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