C'è anche il caro affitti tra le preoccupazioni degli italiani. E se a Milano un canone medio arriva a 1.820 euro al mese, la Sardegna ha visto la quota mensile lievitare senza freni, con un +31% a Cagliari dal 2019, a fronte di stipendi che nello stesso periodo sono cresciuti a ritmi molto più contenuti.
L’analisi
È quanto emerge da un’analisi della Cna sui dati dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle entrate e sull'andamento delle retribuzioni negli ultimi sei anni. Nell'Isola, a Cagliari il fenomeno si manifesta con maggiore intensità: per un appartamento standard da 70 metri quadrati servono in media 800 euro al mese, contro poco più di 600 euro nel 2019.
Cagliari è al 18° posto in Italia per crescita dei canoni di locazione, con un aumento del 31,1%. Certo i prezzi non sono paragonabili a quelli di altre città, ma l’impennata dei costi si fa sentire eccome nelle tasche dei sardi. L'affitto infatti assorbe ormai il 38,1% dello stipendio netto medio, lasciando alle famiglie margini sempre più ridotti per affrontare le altre spese quotidiane.
La situazione
Nel resto della Sardegna le cose non vanno meglio e il trend resta invariato: a Sassari i canoni sono aumentati del 20,8%, raggiungendo una media di 640 euro al mese, mentre a Nuoro e Oristano gli incrementi sfiorano il 20%, con affitti rispettivamente di 550 e 545 euro mensili. Nel territorio del Sud Sardegna il canone medio è salito a 540 euro, con una crescita del 20% rispetto al 2019.
Nel resto d’Italia Milano e Firenze guidano la classifica dei rincari con un aumento del 49,2% e del 48,9% rispetto al 2019. Nel capoluogo lombardo, un appartamento medio richiede oggi oltre 1.820 euro al mese, con un'incidenza dello stipendio che raggiunge il 72,8%. A Firenze la situazione è analoga, con 1.340 euro mensili e un'incidenza del 62,3%.
Freno allo sviluppo
La situazione, come sottolineato da Cna Sardegna, presenta possibili ricadute sul tessuto produttivo isolano e, in particolare, sulle micro e piccole imprese associate. «Il problema della casa non è lontano dalle nostre imprese: è dentro di esse. Ogni volta che un artigiano non riesce ad assumere un lavoratore perché costui non può permettersi di pagare l'affitto dove vive, ogni volta che un giovane qualificato rinuncia a un'opportunità professionale perché il costo dell'alloggio vanifica il guadagno – in quel momento il caro-affitti è diventato un freno allo sviluppo economico dell’Isola», avverte Luigi Tomasi, presidente Cna Sardegna.
Il rischio è che Cagliari diventi sempre più inaccessibile per chi ci lavora. «Il divario tra affitti e salari è la fotografia di un sistema che si sta rompendo. Servono un piano casa serio, incentivi concreti per recuperare il patrimonio immobiliare inutilizzato e politiche che mettano al centro la sostenibilità sociale dello sviluppo», aggiunge Francesco Porcu, segretario regionale Cna Sardegna. Tra le principali richieste ci sono un Piano Casa strutturale per aumentare gli alloggi a canone sostenibile, incentivi per il recupero degli immobili inutilizzati e per i proprietari che affittano a prezzi calmierati, oltre a misure per favorire la mobilità dei lavoratori.
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