Messi alla porta. Per giusta causa. Il posto alla Sogaer security, ramo dell’omonimo gruppo che gestisce l’aeroporto di Cagliari, l’hanno perso due dirigenti di Cgil e Uil. Il carteggio resta segretissimo ma “radio azienda” non si è mai spenta. C’è anche un terzo procedimento, aperto contro un rappresentante della Cisl.
Cosa è successo
Quanto i licenziamenti alla Sogaer security siano la punta dell’iceberg di relazioni industriali difficili è financo superfluo sottolinearlo. Anche perché la società ha fatto scattare il benservito per presunte irregolarità sull’utilizzo dei permessi sindacali. Sono previsti dallo Statuto dei lavoratori e consentono ai dirigenti delle sigle, i cosiddetti Rsa e Rsu, di assentarsi dal lavoro per svolgere l’attività. Adesso è tutto in mano agli avvocati, in una partita che si gioca sul filo del diritto.
Quadro normativo
I licenziamenti sono in sé atti amministrativi. Ma possono essere accompagnati da denunce penali. Di certo, la decisione di mandare a casa i sindacalisti è arrivata dopo un’attività di controllo interna, di cui si trova traccia, non senza una considerazione dubbia, nelle parole di Carlo Voce, il legale incaricato dalla Uil Trasporti di seguire il caso. «Il nostro assistito – dice l’avvocato – ha impugnato il licenziamento irrogatogli in quanto nullo, poiché dettato da ragioni discriminatorie e/o ritorsive connesse all’attività sindacale dallo stesso svolta all’interno del Gruppo Sogaer, in qualità di segretario regionale e di dirigente Rsa e Rls (gli acronimi stanno rispettivamente per rappresentante sindacale aziendale e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza)». Voce è il difensore di Michele Deias. Il legale fa poi sapere che «il licenziamento presenta anche ulteriori profili di illegittimità, già evidenziati in sede di impugnazione». E ancora: «Tutti i motivi di invalidità verranno fatti valere in sede giudiziale, con il deposito del ricorso ex articolo 414 del Codice di procedura civile», secondo cui le «controversie in materia di lavoro si introducono con ricorso».
Gli altri casi
Dalla Cgil, il commento è stringato, in difesa di Alessio Salis, anche lui ex segretario della Filt, finito ugualmente alla porta. «Stiamo esaminando le carte, è una questione delicatissima su cui ci riserviamo di prendere posizione una volta ultimata la lettura di tutti i documenti», sottolineano dalla Confederazione. Il terzo procedimento è aperto contro un dirigente della Cisl, ugualmente dipendente della Sogaer security, Michele Palenzona. Il motivo è sempre lo stesso: riguarda l’utilizzo dei permesso sindacali, ma in questo caso le verifiche interne non sono concluse. Non è emesso, al momento, alcun atto amministrativo.
La situazione
Dalla Cgil, nel ragionamento complessivo sui licenziamenti, non nascondono che «nel Gruppo Sogaer c’è un clima di incertezza che pesa nelle relazioni industriali». Da un lato lo sciopero di ieri, contro «le inadempienze aziendali»; dall’altro la privatizzazione dello scalo che i sindacati hanno osteggiato. Spesse volte usando accenti diversi, ma la cessione al fondo di investimento F2i apre scenari che fanno il paio con l’assenza di garanzie sul futuro dei lavoratori.
Insomma, più si avvicina la cessione, concordata per settembre, maggiore è la tensione. Quasi un’escalation di dubbi e difficoltà che sembrano non risparmiare né la catena di comando né la base aziendale. La prospettiva è il controllo di F2i Ligantia che ha ipotecato il 50,25% contro il 40,5 della Camera di commercio di Cagliari e Oristano, oggi al 94,45%. Completa l’azionariato la Regione, pronta a sborsare 30 milioni di euro per una quota da Cenerentola, pari al 9,25%.
Probabile arrivo
Fuori e dentro Sogaer, viene dato per chiuso l’ingaggio di Riccardo Kustermann, dirigente uscente di Sea Corporate, gestore degli scali di Linate e Malpensa, partecipati al 45,01% da F2i. Kustermann ha salutato su Linkedin la fine dell’avventura professionale a Milano: sono stati «dodici anni bellissimi, di progetti realizzati con piena soddisfazione». L’arrivo a Cagliari potrebbe valere al manager una doppia casella all’interno dello scacchiere Sogaer, in cui i posti esecutivo sono tre: oltre alla spa capofila, «responsabile dello sviluppo», ci sono Sogaerdyn, che si occupa di assistenza a terra, e appunto Sogaer security, a cui è affidata l’incolumità dei passeggeri e il controllo bagagli. Ma adesso sono i lavoratori a sentirsi a rischio, più di tutti.
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