La vertenza.

Aeroporto, risale la tensione: «Sogaer straccia l’accordo, riprendiamo la mobilitazione»  

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«Un atto scellerato e irresponsabile, mai accaduto prima, da cui traspare la totale mancanza di rispetto per le lavoratrici ed i lavoratori dello scalo di Cagliari-Elmas, primi artefici del suo esponenziale sviluppo degli ultimi anni». È durissima la nota con cui l’Ugl accompagna la marcia indietro del Gruppo Sogaer sul ritocco delle retribuzioni, malgrado il pre-accordo di qualche giorno prima. Anche gli altri confederali, attraverso un documento unitario, attaccano i vertici della società: «Aspettavano un cambio di passo e invece l’azienda non ha onorato gli impegni presi, un grave atteggiamento che alimenta un profondo senso di sfiducia dei dipendenti, generando incertezza, demotivazione e un crescente disagio».

Documento congiunto

All’aeroporto del capoluogo era previsto uno sciopero il 13 giugno, poi ritirato, vista la disponibilità data dal gruppo Sogaer di accogliere il pacchetto di rivendicazioni. Un’intesa che «sembrava dover mettere fine a una vertenza di oltre otto mesi», hanno scritto Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti. «Si individuavano le modalità di riconoscimento delle spettanze pregresse relative alla retribuzione feriale», ma anche «il lavaggio dei dispositivi di protezione individuale e le indennità per il lavoro domenicale, oltre agli ulteriori istituti affrontati nel corso del negoziato».

Manager sotto accusa

Invece l’unica strategia messa in campo è stata la decisione del Cda di «rimangiarsi la parola data, a fronte della decisione dei lavoratori di revocare responsabilmente lo sciopero. Un management solerte solo nello stanziare fondi per lauti compensi», è il riferimento dell’Ugl al nuovo amministratore delegato di Sogaer, Riccardo Kustermann, a cui sono stati garantiti 190mila euro annui lordi, il triplo di quanto portava a casa il predecessore (al top manager anche altri 40mila euro per la guida di Sogaer security).

Nuova protesta

Non sono più morbide le segreterie di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti. «Consideriamo definitivamente compromesse le relazioni industriali con l'intero Gruppo», dichiarano le tre sigle. «Riprenderemo immediatamente la mobilitazione, promuoveremo una vertenza giudiziaria per il riconoscimento integrale delle spettanze maturate da ciascun lavoratore e sottoporremo la condotta aziendale alla valutazione dei nostri legali, anche in relazione alla possibile configurazione di un comportamento antisindacale». Resta da capire quanto la marcia indietro sia legata alla privatizzazione dello scalo: oggi l’azionista del Mameli di Cagliari è la Camera di commercio, pronta dal 2023 a cedere il proprio 94,45% per accontentarsi del 40,5% nella futura holding della gestione unica. La nuova società sarà a guida F2i Ligantia, il socio privato della partita che ha già in mano gli aeroporti di Olbia e Alghero. La Regione sarebbe nell’affare con il 9,25% e una spesa di trenta milioni di euro su cui la Corte dei Conti, attraverso la procuratrice Valeria Motzo, ha acceso i fari nella parifica di bilancio del 10 luglio scorso.

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