Opposizione all’attacco dopo l’ultimatum del vettore: Giunta miope, emendamenti in manovra per azzerare l’imposta

Aerei, il centrodestra:  «Via la tassa d’imbarco»Todde: Ryanair ci ricatta 

La presidente contro la compagnia: non ha mai offerto alcuna garanzia  

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Da «nessuna chiusura sul taglio della tassa d’imbarco» a «la Sardegna non si fa ricattare da Ryanair» il passo è breve. Ad accendere i toni all’indomani dell’ultimatum della low cost irlandese è la governatrice Alessandra Todde. Se giovedì, dopo la nota della compagnia, l’assessora ai Trasporti Barbara Manca si era limitata a sottolineare che «faremo scelte responsabili», ieri la presidente ci è andata giù duro: «La presa di posizione di Ryanair sull'addizionale? Io parto da questo presupposto: una regione non si fa ricattare dai vettori. Noi abbiamo chiesto a Ryanair garanzie che non sono arrivate, e abbiamo un carteggio che lo dimostra. Quindi il fatto che adesso millantino basi in Sardegna con 900 posti di lavoro sono cose nella loro testa. E sicuramente non le hanno condivise con la Regione». Due giorni fa il vettore ha paventato l’ipotesi di lasciare l’Isola in caso di mancato azzeramento della tassa. In particolare, ha detto, c’è il rischio che la Sardegna finisca per perdere l’attuale capacità di traffico a favore di mercati più competitivi. Rinunciando a due milioni di passeggeri e, con l’apertura della base di Alghero, a oltre 900 posti di lavoro. Ieri la replica durissima di Todde: «Bisogna che tutti siano seri, la Regione non usa i soldi dei sardi a fronte di promesse. La Regione usa i soldi dei sardi a fronte di progetti, di cose concrete e di impegni reciproci. I ricatti li rimandiamo ad altri».

«Non è un ricatto»

A stretto giro è intervenuto l’ex assessore regionale ai Trasporti, Antonio Moro, innanzitutto per ricordare che «la comunicazione di Ryanair si distingue per un tono provocatorio in coerenza con il posizionamento low cost del brand. Non tenere conto della strategia comunicativa e parlare di ricatto significa provare a nascondere un problema serio». Cioè che Ryanair potenzierà i collegamenti in quelle Regioni in cui la tassa è stata eliminata. Ma, ha aggiunto, «nel trasporto aereo i ricatti sono ben altri e talvolta assumono la forma di accordi riservati o quasi che finiscono per disegnare monopoli privati e lasciare la Sardegna fuori dagli aeroporti».

Opposizione

Ora la discussione si trasferisce nell’unico luogo da cui può scaturire una soluzione: il Consiglio regionale dove è all’esame la variazione di bilancio da 750 milioni che, in presenza di un accordo, potrebbe attuare l’azzeramento della tassa almeno per i mesi invernali. Ieri le opposizioni si sono scagliate contro il Campo largo e la Giunta annunciando di volere presentare due emendamenti per tagliare la tassa di sbarco: uno da 14 milioni per abbattere sperimentalmente l'addizionale nei mesi di spalla, da ottobre ad aprile, e uno da 35 milioni per tutto l'anno. "Non vogliamo difendere la compagnia - ha detto il capogruppo di Fdi Paolo Truzzu - ma da due anni non riceve risposte e ha già ridotto del 7% i collegamenti di aprile e maggio. Il nostro è un invito alla maggioranza a dare una risposta immediata. I soldi che la Regione perde tornerebbero in Pil: 400 milioni di euro di tasse che vanno nelle tasche dei cittadini sardi. E bisogna fare in fretta perché va fatto l’accordo col governo per una legge omnibus e non è una cosa immediata». Per Gianni Chessa di Fi «la connettività aerea non può essere vista come un lusso e rinunciare a Ryanair oggi è una follia, perché non è sostituibile in questo momento». Secondo l'ex assessore al Turismo «il danno economico tra meno ingressi e meno tasse, è stimabile in un miliardo». «I toni del ricatto non piacciono neanche a noi - dice Umberto Ticca (Riformatori) - ma partiamo anche dalla stagione invernale, con la prospettiva di farlo per tutto l'anno». Per Stefano Schirru (Alleanza Sardegna) «incentivare la compagnia vuol dire porre delle condizioni di sviluppo più attrattive». Secondo Stefano Tunis di Sardegna al Centro 20Venti «la Giunta Todde in maniera ottusa va contro gli interessi della Sardegna».

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