Il lutto.

Addio Padre Eligio, dai party alla solidarietà 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Milano. Ray-Ban e stivaletti, quando a San Siro giocava Gianni Rivera lui c’era sempre. Ma dietro l’aspetto anticonformista e l’amore per il Milan che fra gli anni ’60 e ’70 gli valsero i nomignoli di “Frate by night” e di “Frate dribbling”, Padre Eligio Gelmini era un prete vero. Fondatore del primo Telefono Amico e della prima comunità di recupero per tossicodipendenti, Mondo X, il religioso è morto a ieri 94 anni. «Non sarò un figlio quieto ma la libertà da ogni cosa e l’amore all’Uomo - aveva detto - hanno dato pace al mio cuore e passione alla mia vita». Nato a Bisentrate, una frazione di Pozzuolo Martesana (Milano), Angelo Gelmini era fratello minore di un altro religioso, Pierino Gelmini, a sua volta fondatore delle Comunità incontro. Francescano, da consigliere spirituale del Milan frequentò numerose feste attirandosi qualche critica. Ma quando la città iniziò a scoprire i morti d’eroina, fu tra i primi ad aprire le porte ai tossicodipendenti. «Incontrai padre Eligio a una iniziativa in cui si parlava di giovani - raccontò Rivera, che col suo sostegno provò a comprare il Milan con un azionariato popolare - Scoprii un mondo del tutto diverso da quello dorato in cui vivevo e me ne innamorai subito. Da allora, appena posso vado a trovare i ragazzi di Mondo X».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?