La finale.

Addio Mondiali, l’Italia resta ancora fuori 

La squadra di Gattuso, rimasta in dieci dalla fine del primo tempo, crolla ai calci di rigore 

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Bosnia 5 dcr

Italia 2

Bosnia (4-4-2) : Vasilj, Memic (26' st Burnic), Muharemovic, Katic, Kolasinac (1' st Alajbegovic), Dedic, Bajraktarevic, Sunijc (1' st Tahirovic) Basic (27' st Tabakovic), Demirovic (10' sts Hadžiahmetović), Dzeko. In panchina Hadžikic, Zlomislic, Mujakic, Čelik, Gigovic, Bazdar, Radeljić. All. Barbarez.

Italia (3-5-2) : Donnarumma, Mancini, Bastoni, Calafiori, Politano (1' st Palestra), Barella (40' st Frattesi), Locatelli (26' st Cristante), Tonali, Dimarco (1' pts Spinazzola), Retegui (43' st Gatti), Kean (26' st Pio Esposito). In panchina Carnesecchi, Meret, Buongiorno, Cambiaso, Pisilli, Raspadori. All. Gattuso.

Arbitro: Turpin (Francia).

Reti: nel pt 15' Kean, nel st 34 Tabakovic.

Note: s equenza rigori: Tahirovic gol; Esposito alto; Tabakovic gol; Tonali gol; Alajbegovic gol; Cristante traversa; Bajraktarevic gol. Espulso Bastoni al 42' pt.

Zenica. La maledizione non si infrange e l'Italia va all'inferno nella notte di Zenica. Per la terza volta di fila gli azzurri restano fuori dai Mondiali, giustiziati dalla Bosnia dopo i disastri con Svezia nel 2018 e Macedonia del Nord nel 2022. In America ci vanno 48 squadre, mai così tante, ma tra loro non ci sarà chi l'ha vinta quattro volte. Finisce coi rigori sbagliati da Esposito e Cristante e Bajraktarevic a lanciare la festa, ma il disastro è iniziato molto prima, al 41', con l'espulsione di Bastoni che aveva trasformato la partita in un assedio.

Il Bilino Polje è un fortino capace di trascinare i bosniaci, i novemila bosniaci bastano e avanzano per promettere l'inferno agli azzurri.Ci sono il presidente della Uefa Aleksander Ceferin e la leggenda del tennis Novak Djokovic. I bosniaci applaudono i giocatori italiani e l’inno. Lo aveva chiesto il capitano Dzeko.

Si comincia con l'Italia che cerca di costruire, al 15' la scossa. Retegui va in pressing sul portiere bosniaco Vasilj che la regala a Barella, assist per Kean che a tu per tu con l'estremo difensore la piazza. È il vantaggio, ma si scatena la reazione rabbiosa della Bosnia. L'Italia cerca di riguadagnare metri, ma l'iniziativa resta nei piedi dei Dragoni. Poi al 41' il disastro di Bastoni, che atterra Memic lanciato verso Donnarumma. Rosso diretto, lo stadio esplode come per un pareggio e i Dragoni chiamano il pubblico ad alzare ancora i decibel. Gattuso corre ai ripari, via Retegui ed entra Gatti. L'intervallo è una liberazione.

La ripresa

A metà partita la Bosnia ha tirato 13 volte e l'Italia 2. Gattuso si copre, fuori Politano e dentro Palestra. Barbarez porta avanti il baricentro ed è un assedio. C'è un lampo, al 60', quando Kean intercetta un pallone a metà campo e si invola verso la porta con solo Vasilj davanti, ma il tiro è alto. Al 71' Kean lascia il posto a Esposito, Locatelli fuori, c’è Cristante. Donarumma si supera in tuffo su Tahirovic, poi Esposito tocca il primo pallone mandandolo alto sulla traversa opposta. E al 79' la Bosnia pareggia. Dedic punta Dimarco e crossa, Dzeko stacca su Mancini, Donnarumma salva ma sul tap-in a porta vuota Tabakovic fa esplodere il Bilino Polje. La Bosnia attacca, ma alla fine del primo supplementare l'Italia ci crede ancora. Al 102' Muharemovic ferma fallosamente Palestra lanciato verso la porta. Giallo e punizione dal limite, che Tonali manda sulla barriera. Qualche secondo e ancora Palestra imbecca Esposito, che di testa a colpo sicuro trova Vasilj a sbarrargli la strada. Esposito ci riprova in avvio di secondo tempo, ma la palla gli viene deviata in angolo.

Poi i rigori, gli errori dal dischetto, la festa della Bosnia e le lacrime azzurre per una maledizione che non ha fine. E un arbitro, Turpin, che dopo la Macedonia del Nord conquista il macabro record di aver lasciato a casa di Mondiali per due volte l'Italia.

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