Alla fine hanno vinto loro, una decina di marinai di diverse nazionalità (India, Siria, Georgia e Libano) che nel dicembre del 2019 vennero abbandonati senza cibo, soldi e carburante a largo di Ustica. Ha vinto l’equipaggio del cargo fantasma Lira, adottato sette anni fa dagli olbiesi. Il mercantile arrivò all’Isola Bianca trainato dai rimorchiatori dell’Autorità portuale, che evitarono un disastro nell’Arcipelago di La Maddalena. E ieri dall’Isola Bianca, dopo sette anni di guai, il mercantile Lira è ripartito per il porto del Pireo (Atene). Hanno vinto i marinai che sono riusciti a pignorare il mercantile e a farlo vendere all’asta dal Tribunale di Tempio, per poter riavere una parte, seppure minima, degli stipendi. Durissima la sentenza: “Il datore di lavoro, l’armatore, ha lasciato i marinai in condizioni precarie, senza le misure igienico sanitarie e con scarsità’ di viveri”. E dal dicembre del 2019 all’ottobre del 2020, sulla banchina del molo 1 bis dell’Isola Bianca, i marinai sono stati aiutati da associazioni di volontariato e dalla Guardia Costiera. Avevano a mala pena i vestiti.
Giallo internazionale
La storia del Lira è finita, o meglio è finito il capitolo sardo della vicenda del cargo (bandiera panamense, armatore turco, 100 metri di lunghezza, 2mila tonnellate di stazza). Con un operazione coordinata dalla Autorità portuale della Sardegna e dalla Direzione marittima di Olbia, il Lira è stato messo in sicurezza e poi è partito, trainato da un rimorchiatore, verso il Pireo. Ci vorranno 5 giorni di navigazione per l’attracco nel porto greco. Il destino del Lira è avvolto nel mistero, si parla di riparazione, ma nessuno sa che cosa ne sarà del mercantile acquistato da un armatore greco per circa 40mila euro.
Una storia di mare
ll Tribunale di Tempio (cancelleria esecuzioni e la presidente Caterina Interlandi) per sbloccare una vendita che appariva impossibile ha delegato, con successo, un broker internazionale. Vince l’Autorità portuale della Sardegna, che finalmente vede libero il molo 1 bis (anche se il vecchio armatore non ha versato un centesimo per 7 anni di “sosta inoperosa”) e la Direzione marittima di Olbia. Il comandane Gianluca D’Agostino dice: «L’esito di questa vicenda complessa e affascinante finalmente è arrivato, grazie al contributo di tante persone. Ricordo i sardi, gli olbiesi che hanno aiutato l’equipaggio del Lira. Abbiamo evitato rischi per il mare di Olbia, ci siamo riusciti. Con il tempo sarebbe diventato un problema ambientale. Ma questa storia di mare è finita bene».
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