Piazza Garibaldi.

Addio al “Floriana” dopo 70 anni 

Chiude lo storico bar che ha servito quattro generazioni di cagliaritani 

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Un tempo la gente non si telefonava per incontrarsi, si ritrovava lì al bar. Generazioni di cagliaritani si sono seduti su quei tavolini, hanno bevuto quei caffè e assaggiato le famose fritture arabe che si potevano trovare solo lì. Oggi il Floriana abbassa le serrande. Lo storico locale saluta il capoluogo con un addio strappalacrime. All'angolo tra piazza Garibaldi e via Farina si sono radunate centinaia di persone nei giorni scorsi per salutare chi per oltre mezzo secolo è stato una parte importante della storia cittadina.Arrivano a piccoli gruppi, si fermano davanti alla vetrina, qualcuno scatta una foto. C'è chi abbraccia Gina Murgia, la titolare. Lei ha 83 anni, e ne ha passati 58 dietro quel bancone. «Ho conosciuto quattro generazioni della stessa famiglia», racconta. «Padri, figli, nipoti: si sono seduti agli stessi tavolini, negli stessi anni in cui io ero qui». Il bar nasce nel 1957; lei e il marito lo rilevano nel 1972 e da allora non lo hanno più lasciato. «L'abbiamo fatto con amore, prima la famiglia e poi il bar, anzi, il bar è stato parte della famiglia».

Le origini

Negli anni Sessanta e Settanta, quando non tutti avevano la televisione a casa, il Floriana era un punto di riferimento anche per questo: la gente si ritrovava lì per guardarla insieme, non esistevano né social ne messaggi. Il locale nei suoi tempi d’oro ospitava anche ricevimenti di nozze fino a 120 persone, cresime, comunioni, battesimi. «Se al tempo i bar in città erano dieci, era già tanto, e non si faceva solo caffetteria. Non c’era la proliferazione di attività che vediamo in questo periodo», ricorda Murgia. «Quando si voleva comprare un regalo, anche importante, ceste con champagne e vivande, noi lo avevamo; eravamo un punto di riferimento. Abbiamo avuto ogni tipo di cliente: dal politico all'operaio. Ci sono troppi aneddoti per raccontarli tutti, ci si potrebbe scrivere un libro». Poi dagli anni 90 è cambiato il modo di vivere delle persone: nel 2012 è venuto a mancare il marito che l’ha accompagnata dal 1972, tra il 2014 e il 2015 c’è stata una grossa ristrutturazione, oggi Gina Murgia vuole godersi i suoi anni. «Non chiudiamo per motivi economici, è una scelta di vita. I miei figli si occupano di altro per cui non c’è continuità generazionale, era ora di dire basta».

Le lacrime

I clienti storici entrano a salutare un pezzo di storia della città con le lacrime agli occhi: «Sarà un abitudine che se ne va per tanta gente, non era il classico caffè, c’erano le chiacchierate e le condivisioni». Un pensiero va anche a chi ha lavorato al bar negli anni: «Ringraziamo tutti i collaboratori che ci hanno aiutato a costruire questa storia: senza di loro, niente sarebbe stato possibile». Con la chiusura dell’attività anche il nome che ha accompagnato il capoluogo per più di mezzo secolo dirà addio: «Non sappiamo quale sarà il futuro, ma non venderò il nome. C'è un’impronta troppo forte perché possa continuare con qualcun altro. Magari nascerà qualcosa di simile, ma non sarà mai il Floriana».

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