Lutto.

Addio a Roberto Loddo: la voce degli ultimi 

Si è sempre speso per sofferenti psichici, detenuti, emarginati e migranti 

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Se n’è andato in silenzio, come chi ha sempre preferito far parlare gli altri: quasi sempre gli ultimi, i più fragili. Roberto Loddo, giornalista e attivista cagliaritano, è scomparso martedì a 45 anni, lasciando una voragine nel cuore dei tanti militanti del terzo settore e della sinistra sarda. Da dieci anni dirigeva “Il Manifesto Sardo”, testata online di approfondimento politico e sociale, avendo raccolto il pesante testimone dal predecessore, Marco Ligas, ma riuscendo a portare avanti inchieste su ambiente, guerre, diritti civili, sistema carcerario e discriminazione.

L’impegno sociale

Non ha mai cercato i salotti, ma amava le piazze. Sempre presente in prima fila nelle manifestazioni per la pace, per i diritti umani, per la Palestina e con un impegno costante a favore delle problematiche legate alla salute mentale. Era attivista dell’Asarp, l’Associazione sarda per l’attuazione della riforma psichiatrica, e presidente della cooperativa sociale “Il Giardino di Clara”, realtà che accompagna verso l’emancipazione lavorativa le persone che vivono una condizione di sofferenza psichica. Negli anni aveva anche coordinato “Radio Onde Corte”, la prima esperienza radiofonica sarda nata per dare voce a chi voce non ne aveva mai avuta, ed era stato parte attiva del comitato Stop OPG, nella storica battaglia per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari. Collaborava inoltre con la Conferenza regionale volontariato giustizia, portando il suo sguardo attento anche dentro il mondo del carcere.

Il cordoglio

La notizia della sua morte ha creato un’onda di commozione. Le bacheche social si sono riempite in poche ore di centinaia di messaggi: colleghi giornalisti, attivisti, semplici cittadini, associazioni, partiti politici, istituzioni. Tutti hanno voluto lasciare un segno, una parola, un ricordo. Alcuni partiti della sinistra cagliaritana hanno annullato feste e appuntamenti. «Non ci sono parole per ringraziare una persona che per tutta a vita si è spesa per chi era sofferente», hanno scritto dal Pd, mentre Avs ha rilanciato con «aveva scelto di esserci, di non voltarsi dall’altra parte e di mettere il proprio tempo e le proprie energie al servizio dei valori in cui credeva». Sinistra Futura ha annullato la festa.

Roberto Loddo non ha mai cercato applausi, carriera, successo o consensi. Cercava giustizia, ascolto, dignità per chi vive ai margini: che fossero sofferenti psichici, detenuti, migranti o, più semplicemente, cittadini senza voce. La camera ardente sarà allestita oggi a San Michele: venerdì un saluto laico e poi una cerimonia religiosa.

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