Lutto.

Addio a Martelli, pioniere dei trapianti di cuore 

Valorizzò la cardiochirurgia nell’Isola: poi la passione per la politica e l’elezione al Senato 

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Si è spento mercoledì a Roma, all’età di 82 anni, il medico di fama internazionale Valentino Martelli, pioniere della cardiochirurgia nell’Isola. Dopo una lunghissima carriera ai vertici della medicina sarda e dopo essere stato eletto in Senato per un decennio, diventando anche sottosegretario, aveva indossato nuovamente il camice bianco sino alla pensione e, negli ultimi anni, si era trasferito nella Capitale. Per ricordarlo si terrà una messa sabato 10 gennaio nella Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma.

La carriera

Nato a Laconi il 9 maggio 1943, il noto cardiochirurgo aveva perfezionato la sua formazione a Catania, sotto la guida del maestro Luciano Provenzale, per poi trasferirsi a Londra, dove è diventato allievo di Donald Ross, celebre cardiochirurgo sudafricano e pioniere mondiale nella chirurgia delle valvole cardiache. In Inghilterra aveva diretto l’Italian Hospital, trasformandolo in un punto di riferimento per i pazienti sardi, che vi furono operati a migliaia. Era poi tornato nell’Isola nel 1988, diventando primario del primo reparto di cardiochirurgia dell’Isola, che aveva portato a livelli d’eccellenza, tra i più moderni e aggiornati del Sud Italia.

Il primo trapianto

Tra i suoi grandi successi, nel 1989, aveva eseguito il primo trapianto di cuore nella storia della medicina sarda. Era la sera del 24 ottobre, un 59enne con scompenso cardiaco dovuto a un infarto aveva bisogno di un intervento urgente. Impossibile trasferirlo nella Penisola, né si poteva aspettare l’autorizzazione del Ministero. Così Valentino Martelli, senza attendere il formale via libera della burocrazia, eseguì il primo trapianto di cuore, salvando così la vita al paziente. Al suo fianco c’era anche Alessandro Ricchi, l’erede e la speranza della cardiochirurgia isolana che morì purtroppo nel 2004 in un tragico incidente aereo: il Cessna 500 su cui volava da Roma a Cagliari con un cuore da trapiantare che si schiantò sui Sette Fratelli.

Tante vite salvate

Ma di vite, Valentino Martelli, ne ha salvate tantissime. Nell’Isola dove l’incidenza delle cardiopatie congenite è sempre stata particolarmente elevata, decide di promuovere, al Brotzu, della la cardiologia pediatrica, dopo aver portato all’eccellenza la cardiochirurgia. Un reparto che poi, in oltre trent’anni di attività, è diventato con Roberto Tumbarello centro di riferimento per la diagnosi ed il trattamento delle cardiopatie congenite in tutta la regione.

La politica

Il famoso cardiochirurgo si era poi innamorato della politica, venendo eletto in Senato nel 1992 e poi sempre confermato fino al 2001, ricoprendo anche l’incarico di sottosegretario agli Esteri nel governo D’Alema. Ha militato nelle file del Psd’Az, del Pli, in An, nell’Udr, nell’UpR e infine in Forza Italia. Grande amico di Francesco Cossìga, Martelli è sempre stato uno spirito libero e autonomo, mai scalfito da nessuna inchiesta.

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