L’extra-alberghiero, ad Alghero, pesa quanto e più dell’hotel. Lo dice il report Nomisma, uno dei principali istituti indipendenti di ricerca economica, a cui il Comune ha affidato il compito di “fotografare” il fabbisogno abitativo della città. Un’indagine che però non è finalizzata a castigare il mondo degli affitti-brevi, semmai a migliorare il servizio e a trovare soluzioni per chi cerca un alloggio a lungo termine.
Appartamenti in centro, monolocali nel rione antico, case in campagna e persino seminterrati vicino al Lido, intercettano una parte consistente dei flussi turistici confermando una tendenza già consolidata negli anni. Il dato chiave è che la crescita dell’offerta turistica non avviene principalmente attraverso nuova edilizia alberghiera, ma tramite la riconversione del patrimonio abitativo esistente che alimenta un mercato parallelo il quale non sempre si muove alla luce del sole. Per questo l’amministrazione comunale sta portando avanti il progetto denominato "Sistema integrato di ospitalità”, per promuovere la qualità e la competitività dei servizi turistici. «Primo obiettivo - spiega l’assessora al Turismo Ornella Piras - far emergere il sommerso che ad Alghero è a livelli molto alti. Poi i nostri sforzi sono indirizzati alla formazione degli operatori, in modo che possano offrire agli ospiti una esperienza migliore». A oggi i posti letto nelle case-vacanza hanno superato le camere in hotel. «Alghero senza gli affitti brevi sarebbe davvero nei guai. Non tutti gli hotel tengono aperto in inverno - continua l’assessora - e le nostre iniziative in bassa stagione, per esempio il Capodanno, riescono grazie all’extra-alberghiero che ad Alghero ha punte di eccellenza, ma anche tanta improvvisazione».
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