Via Sonnino.

Accuse di razzismo per “Chez les negres” «Cambieremo nome» 

Turisti francesi contro la storica pasticceria Il titolare: «I miei nonni emigrati dalla Tunisia» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

La fama consolidata non basta: in tempi di politicamente corretto anche l’insegna di una pasticceria storica, conosciuta da generazioni di cagliaritani, deve vedersela con la sensibilità post moderna.

Il caso

Così il nome “Chez le negres” finisce al centro di un caso sollevato da alcuni turisti francesi in visita nel capoluogo. Protestano anche ai piedi della torre Eiffel, dove un’associazione locale parla di razzismo. Colpa di quel “negres”: non va più bene, e il negozio di via Sonnino si è ritrovato nel tritacarne di Facebook. «Ci hanno etichettato come razzisti, siamo profondamente dispiaciuti. Non c’è alcun intento discriminatorio, anzi. Quando i miei nonni arrivarono dalla Tunisia erano loro “les negres“, nasce da qui il nome», spiega Salvatore Armetta, che insieme alla moglie Martina e alla zia Angela porta avanti la pasticceria diventata un’istituzione cittadina. Intanto ha già tolto l’insegna perpendicolare a bordo strada, mentre respinge con fermezza ogni accusa. Ma medita persino un cambio nome per porre fine alla spiacevole vicenda.

Insegna contestata

L'eliminazione dell'insegna ovale con lo sfondo bianco e la scritta grande in verde “Chez les negres”, non è sicuramente passata inosservata. L’ha notato chi nella storica pasticceria che ha cresciuto generazioni di cagliaritani si serve da sempre. Se ne discute, anche nel giorno di chiusura, davanti all’insegna sul muro, dove la frase incriminata è stata ridimensionata e ora si legge appena. «Nessuno ci ha obbligato a sostituirla, è stata una nostra decisione dopo aver ricevuto diverse proteste da parte di turisti francesi. Probabilmente si sono sentiti offesi e hanno visto una connotazione razzista e discriminatoria che le assicuro non ci appartiene», ribadisce con tono gentile ma deciso Armetta. E per spiegare le sue ragioni torna indietro di oltre mezzo secolo.

«Fu mio nonno Mario Miceli, arrivato dalla Tunisia con nonna Aurelia e i figli Giovanni e Caterina, ad aprire la pasticceria nel 1964. Sempre lui scelse il nome». Ha funzionato per decenni senza problemi ma ora i tempi sono diversi. Anche Google si è messo di traverso. «È fortemente consigliato evitarne l’uso», avverte il motore di ricerca, spiegando che si tratta di un’espressione letterale spesso utilizzata in contesti storici o coloniali, ma considerata razzista e offensiva nella lingua francese contemporanea. Come d’altronde in quella italiana. «Capisco che al giorno d’oggi una scritta così possa sembrare offensiva – prosegue Armetta –, ma basta conoscere la storia di immigrazione della mia famiglia per comprendere che non c’è alcuna connotazione negativa tanto meno intenti discriminatori. Non appartenevano a mio nonno e sono sentimenti estranei a me, così come a tutta la mia famiglia».

Cambio del nome

La stessa insegna che anni addietro è riuscita persino a farsi spazio tra le prestigiose pagine del Gambero Rosso, e oggi finita al centro dell'attenzione per questioni sicuramente meno piacevoli della fama consolidata nel tempo. «Stiamo valutando attentamente la possibilità di cambiare il nome all’attività. Potrebbe diventare “Chez le noirs” e speriamo che almeno così si possano evitare eventuali nuove polemiche». Una piccola ombra in una storia di successo. Che sa di ricordi, di famiglia e di buono. Con nonno Mario che portò in città un tocco di internazionalità rivoluzionando l’offerta locale, mixando sapientemente la pasticceria francese con quella italiana, e unendo un tocco di Tunisia. L’auspicio dei titolari è che il polverone mediatico finisca in fretta, anche a costo di cambiare nome. «Ma nessuno ci dica che siamo razzisti per un’insegna perché non è vero. La nostra storia parla per noi».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?