Una doccia gelata. «Siamo frastornati», confessa qualcuno all’istituto Podda. «Stavamo pensando al centenario della scuola, nel 2028. Invece ci ritroviamo con tanti tagli, per lo più nella vecchia provincia di Nuoro, anziché uno in ogni provincia. Sono deleteri, soprattutto per le scuole storiche». L’istituto Podda, plesso con tre scuole dell’infanzia, due primarie e le Medie di San Pietro, riunisce circa 600 alunni nel cuore della città: dal primo settembre farà capo alla scuola Borrotzu. Da qui il pensiero corre subito a un altro istituto storico, simbolo culturale della città: il liceo classico Asproni. «Cinque tagli nella storica provincia di Nuoro è a dir poco scelta iniqua». I commenti rimbalzano di bocca in bocca perché è l’argomento del giorno. Ma fuori dall’ufficialità.
Istituti storici
Venticinque classi distribuite tra le sedi di via Trieste, via Trento e via Malta in attesa che si concludano i lavori nell’edificio madre di via Dante, il classico Asproni è scampato alla scure nel dicembre 2023 dopo tante proteste. Stavolta i circa 470 iscritti non bastano a salvare l’autonomia. Viene accorpato al liceo Scienze umane e musicale: 530 studenti, molti pendolari. Anche qui tanta preoccupazione. «C’è una storia, una tradizione, non si può ridurre tutto a una statistica», dice qualcuno pesando al Classico come pure a futuri possibili tagli su docenti.
Ovunque, l’auspicio di una protesta trasversale anche se c’è chi dubita nel ripescaggio perché i tagli stanno nelle raccomandazioni del Pnrr.
I sindacati
«Un’operazione di smantellamento chirurgico che colpisce l’identità stessa della Sardegna centrale», dicono Domenica Muravera della Cgil Nuoro e Ogliastra, Maria Luisa Ariu della Cisl Nuoro e Michele Muggianu della Cisl Ogliastra. Parlano di «un territorio sotto attacco», di «province di Nuoro e Ogliastra che pagano il prezzo più alto di una politica fatta di freddi calcoli e decisioni calate dall’alto che hanno dell’incredibile». Spiegano: «Un terzo dell’intero dimensionamento regionale (3 accorpamenti su 9) grava esclusivamente sul territorio nuorese, oltre il 50% se si considera il territorio riferibile all’Ufficio scolastico di Nuoro, che comprende anche l’Ogliastra». E col pensiero a Nuoro e ai tagli di Orgosolo, Ilbono e Tertenia aggiungono: «Ferite senza precedenti». Ancora: «Un atto di umiliazione verso una comunità che lotta contro la dispersione scolastica». Promettono battaglia: «Non saremo spettatori del nostro declino». I sindacati sono pronti alla mobilitazione a fianco della Provincia.
La Provincia
«Colpisce che tali decisioni siano assunte da un commissario che ha avviato la carriera come provveditore agli studi a Nuoro e conosce bene la complessità territoriale», attacca il presidente Giuseppe Ciccolini. E poi: «Sono scelte ancora più miopi se lette alla luce delle grandi sfide strategiche, a partire dall’Einstein». Ciccolini e la delegata all’Istruzione, Lisetta Bidoni, annunciano la convocazione a breve della conferenza provinciale «per avviare le conseguenti valutazioni e definire le ulteriori azioni da intraprendere».
Duro l’assessore comunale Domenico Cabula. Parla di «aggressione istituzionale», di «atto di arroganza politica e amministrativa». E poi: «Questa città e questa provincia pretendono rispetto e sono pronte a difendere con ogni strumento istituzionale e politico le scuole e il proprio futuro».
I consiglieri comunali di centrodestra, Pierluigi Saiu e Bastianella Buffoni, dicono: «Il dimensionamento scolastico non comporta la chiusura di scuole. È un obbligo previsto dal Pnrr, inderogabile. La Giunta sbraita contro il commissario, al quale ha spalancato le porte con la propria inerzia. Il dimensionamento spettava alla Regione che ha rinunciato, salvo poi protestare».
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