Nel dibattito sulle misure contro il caro energia si conferma centrale la questione del taglio delle accise sui carburanti, indicato dal governo come lo strumento principale per sostenere famiglie e imprese, in alternativa a ipotesi di interventi selettivi come i voucher. L’esecutivo, pur valutando diverse opzioni per rimodulare gli aiuti, avrebbe di fatto confermato la priorità del meccanismo già utilizzato nelle scorse settimane, basato sulla riduzione delle accise e finanziato attraverso l’extragettito Iva derivante dall’aumento dei prezzi dei carburanti.
L’ipotesi del voucher anti-rincari, pensata per indirizzare il sostegno alle fasce più fragili, è rimasta sullo sfondo e non è stata inserita all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri. La misura, già discussa nelle prime fasi della crisi energetica, era stata in passato accantonata proprio a favore di un taglio generalizzato delle accise. Anche questa volta, secondo fonti di governo, avrebbe incontrato forti resistenze politiche, in particolare da parte della Lega, contraria a interventi ritenuti troppo selettivi e non sufficientemente efficaci per il ceto medio, e con perplessità diffuse anche all’interno di Fratelli d’Italia.
La linea prevalente resta quindi quella di un intervento sulle accise, considerato più immediato e capace di incidere direttamente sul prezzo alla pompa di benzina e diesel, con l’obiettivo di alleviare l’impatto degli aumenti sui lavoratori e su chi utilizza quotidianamente l’auto per spostamenti legati all’attività lavorativa. La misura dovrebbe essere attuata attraverso un decreto ministeriale, secondo il meccanismo già sperimentato in precedenza, e potrebbe proseguire per alcune settimane, compatibilmente con le risorse disponibili.
Dal ministero dell’Economia arriva tuttavia un richiamo alla cautela nell’utilizzo degli spazi di flessibilità concessi a livello europeo e alla necessità di calibrare con attenzione gli interventi, anche alla luce dell’incertezza sui margini di bilancio e sull’andamento del gettito: le risorse non sono illimitate e richiedono una valutazione puntuale su come distribuire il sostegno tra famiglie e imprese senza compromettere la sostenibilità dei conti pubblici.
La Commissione europea ha ribadito che i nuovi strumenti dovranno essere definiti con precisione nelle prossime settimane, attraverso un confronto con gli Stati membri.
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