«La fine di un incubo». Padre Paolo Contini può finalmente tirare un sospiro di sollievo: la sua battaglia per la verità e la giustizia è vinta. Ieri è arrivata la sentenza del Tribunale ecclesiastico interdiocesano sardo che ha condannato padre Emanuele, al secolo Valerio Manca, 67 anni di Ghilarza, per abusi su minori. Un verdetto pesante che dispone anche «la dimissione dallo stato clericale del frate» che da questo momento non è più tale e non può esercitare nella Chiesa.
La storia
Per padre Paolo si scrive la parola fine per una vicenda che l’ha segnato quand’era poco più che un bambino. Aveva 14 anni quando nel seminario minore del convento dei francescani di Oristano subì quegli abusi. Un’esperienza traumatica che, in silenzio, l’ha accompagnato per anni. «Ero solo un bambino, avevo scambiato quelle attenzioni per affetto. Solo dopo ho capito cosa stava accadendo e mi sono sentito morire». Un segreto pesante fra timori e vergogna poi nel 2021 ci fu la svolta: «Dopo la morte di mia madre, fra i tanti messaggi di cordoglio ne ricevetti uno su whatsapp da un numero sconosciuto ma bastarono le iniziali “p. E.” per capire chi fosse il mittente». Ci fu uno scambio di messaggi in cui padre Emanuele cercava di giustificare quei comportamenti in seminario ma al tempo stesso forniva ammissioni e prove importantissime per gli sviluppi di quello che sarebbe stato il primo caso in Sardegna di un sacerdote che accusa un altro prelato di abusi sessuali.
A quel punto, prove alla mano, padre Paolo informa subito l’arcivescovo di Oristano Roberto Carboni e, assistito dall’avvocato Alessandro Camedda, presenta la denuncia. Nel 2023 rende pubblica l’intera vicenda davanti ai suoi parrocchiani di Ghilarza, Abbasanta e Norbello.
Il processo
Non è stato un percorso in discesa, il processo è stato lungo e in questi anni non sono mancate le difficoltà ma padre Paolo ha continuato con determinazione la sua battaglia. E tantissime sono state le persone, le associazioni e i sacerdoti che lo hanno sostenuto. Nessuna sete di vendetta ma la speranza che certi gravi fatti non si ripetano più. Il processo ha messo in luce «una realtà dolorosa ma anche una verità che doveva essere svelata e sanzionata», ripete. Nelle varie udienze sono stati sentiti diversi testimoni, anche i ragazzi che negli anni Ottanta condivisero il periodo del seminario nel convento di Oristano.
La sentenza di ieri segna un passaggio decisivo. I cinque giudici (preside Emanuele Meconcelli) all’unanimità hanno riconosciuto le responsabilità di Valerio Manca. Si chiude una pagina dolorosa della Chiesa sarda. «Mi auguro che anche la Chiesa sappia fare tesoro di questa esperienza per cambiare - ripete - Io ho perdonato Valerio Manca anni fa, altrimenti non ce l’avrei fatta e non sarei stato libero. Ora anche lui ha il tempo di riflettere, la possibilità di cogliere quest’occasione e cercare un riscatto. Ma bisogna partire dalla verità».
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