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Abodi, niente scaramanzia: «Speriamo per la città che sia di buon auspicio» 

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Se è un sogno quello che stiamo vivendo, allora è giusto sognare in grande. Andrea Abodi sa di attirarsi gli strali dei superstiziosi (che nello sport sono la stragrande maggioranza) ma vuole dirlo: «È del tutto evidente che noi ospitiamo in Italia l’America’s Cup - e anche questa tappa -perché i neozelandesi, che difendono il titolo, ci hanno scelto. Ma proprio perché, come sapete, il team che vincerà la prossima America’s Cup deciderà dove saranno le prossime edizioni, noi ci auguriamo che questo passaggio su Cagliari sia di buon auspicio per la sfida italiana».

Non avrebbe potuto essere più chiaro, il ministro dello Sport e dei Giovani nel chiarire che Cagliari ha un’ambizione legittima ed è quella di ospitare l’America’s Cup, non i preliminari. Dipenderà da Luna Rossa, che qui ha la base e che qui avrebbe difeso la Coppa se l’avesse vinta a Barcellona.

Scenario speciale

Intanto c’è questo primo atto ufficiale e, prosegue Abodi, «è la conferma e il riconoscimento di tutto il valore e le capacità di ospitalità e di eccellenza ad ampio spettro della Sardegna, regione meravigliosa. Qui è sempre intrigante tornare e offrire opportunità come ci eravamo ripromessi con il presidente Todde l’ultima volta che ci eravamo visti, pochi mesi fa. E ne avremo ancora altre perché credo che la Sardegna per tutte le discipline sportive sia una scenografia meravigliosa a livello internazionale».

Sport e salute

Esulta anche Diego Nepi Molineris, per anni al fianco di Angelo Binaghi («Che devo ringraziare») alla Federtennis e oggi ad di Sport e salute: «Il Golfo degli Angeli è uno dei posti iconici nel mondo, per la vela, sia per la tecnica, sia per la bellezza, sia per i venti. È molto bello pensare di ospitare in Italia l’America’s Cup e poter partire da Cagliari. Se il buon giorno si vede dal mattino, credo che questa sia una splendida giornata per presentare un sogno che poi abbraccerà e coinvolgerà tutta l’Italia. Un giorno che parla di blue economy, di mare, di tecnologia, di sviluppo, di indotto turistico». Poi spiega come è nata questa opportunità: «Il Governo ha messo in campo una squadra forte e competente per dare sostegno alla visione e alla strategia ed è stato centrato il primo obiettivo che era avere la Louis Vuitton Cup del 2027 a Napoli. Poi c’era la possibilità di avere altre due regate in Italia e nella Regione Sardegna sono stati molto bravi a creare le condizioni migliori per il team di New Zealand e l’America’s Cup, proponendo una sede già di fatto estremamente importante, visto che Luna Rossa, che rappresenta tutta l’Italia, ci ha trovato casa. In questi casi la riservatezza è estremamente importante. Il Governo ha quindi dato l’assenso e così tutto è partito. Non era scontato ma adesso dobbiamo dimostrarci all’altezza e serve fare squadra per dare del nostro Paese l’immagine migliore a libello mondiale».

All’altezza

Adesso all’altezza ci si augura che sia anche il team che rappresenta l’Italia, Luna Rossa: «Lavoriamo ogni giorno per essere il più competitivi possibile», dice il team director Max Sirena. Lo sport è uno degli ultimi ambiti in cui non ci sono scorciatoie. Dovremo arrivare preparati e fare un errore in meno degli altri. Regatare in casa sarà una responsabilità in più ma anche uno stimolo a fare ancora meglio». Cuccureddu ha detto che è un omaggio a Luna Rossa: «Cagliari è la nostra città, il nostro campo di regata e di allenamento. Oggi è una giornata importante per Cagliari, per i cagliaritani, per tutta la Sardegna e per lo sport della vela», aggiunge.

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