La storia.

«Abbiamo perso la barca ma adesso la Sardegna è la nostra nuova casa» 

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«Dopo l’incidente siamo rimasti in città, vivendo in un vecchio camper che abbiamo restaurato pian piano. Stiamo bene, ed è l’unica cosa che conta». A parlare è Matias de Luca, il capitano argentino 44enne della barca a vela di 12 metri che, dalla notte dello scorso 5 marzo, si trova arenata davanti alla Prima Fermata del Poetto.
La memoria torna inevitabilmente a quella notte. L’imbarcazione – già danneggiata a causa di uno scontro frontale con un gommone «fuggito via» – non ha retto alla violenta mareggiata di scirocco, finendo per arenarsi sul litorale della spiaggia dei Centomila. «Rinunciare alla vita in mare è stato triste, ma grazie alla solidarietà dei sardi ci torneremo», racconta. Il futuro ha la forma di uno scafo di cinquant’anni acquistato grazie a oltre 10mila euro raccolti su GoFundMe: «Questa comunità ci ha salvato dal sentirci persi: ho pianto tanto, ma più per la gratitudine a questa terra che per la tristezza. Non mi sarei mai aspettato tanto, la Sardegna per noi è casa». Ora resta lo scoglio della rimozione dello scafo, che avverrà tra qualche giorno. «Tornare lì e vederla in quello stato fa troppo male, preferisco non guardare indietro. Forse l’universo voleva insegnarci qualcosa. Ma ora pensiamo solo a ripartire».

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