«Mi hanno strizzato il sedere. Mi sono girata chiedendo spiegazioni e loro si sono dileguati, o almeno ci hanno provato». Sabato pomeriggio, dopo essere stata palpeggiata, ancora sotto shock, è stata la giovane che lavora in un locale nei pressi del Municipio di via Roma a contattare i carabinieri, restando al telefono con loro e aiutandoli, grazie alle sue precise descrizioni, a far rintracciare e arrestare per violenza sessuale due dei tre giovani algerini che l’avrebbero molestata. Arresti che, però, non bastano a placare la paura.
La paura
«Da quando è iniziata questa storia della "Zona Rossa" io ho sempre lavorato qui, ci sono 3 anni ormai», racconta la ragazza, «non ho mai visto un presidio, anche solo di mezza giornata, accanto a noi, se non un agente all'ingresso del comune e, ultimamente, delle volanti dei carabinieri tra l'Arst e piazza Matteotti. La zona rossa dovrebbe iniziare proprio da noi, invece ci troviamo a lavorare a orari ridotti e a servire anche per paura di dire di no». La giovane che sabato pomeriggio è stata pesantemente molestata, mentre era ferma a un semaforo, chiede più sicurezza per chi, come lei, lavora ogni giorno nel cuore della città. «Siamo un locale che accoglie, abbiamo clienti di ogni età ed etnia, però soprattutto ultimamente non ci sentiamo più tanto tranquille a svolgere il nostro lavoro», ammette la giovane. «Io segnalo sempre a chi di dovere – prosegue – non sono una ragazza che sta zitta, soprattutto quando mi preoccupa la mia incolumità. Nonostante ciò siamo ancora in questa situazione». Dopo l’aggressione sessuale lei non è fuggita, ha guardato bene in faccia i suoi molestatori. Grazie alle sue descrizioni, poi, i militari sono arrivati a identificare i sospetti nel giro di pochi minuti. «Non è più possibile uscire per andare a guadagnarci da vivere», conclude la vittima, «non sai mai cosa può succedere lì, sei sempre sull’attenti, succede di tutto anche alla luce del giorno. Non è mai stato un luogo troppo sicuro in questi anni, ma più andiamo avanti più sta peggiorando la situazione».
L’aggressione
A toccarla sarebbero stati in tre. «Sotto shock, al telefono con i carabinieri, ho coordinato la centrale per tutta la zona della Marina fornendo indicazioni precise». Due dei tre molestatori sono stati bloccati in via Porcile e portati in caserma in sei minuti. «Ringrazio i militari della Radiomobile per la rapidità, l’aiuto e le parole di conforto», sottolinea con estrema gratitudine, ma non cancella l’allarme. «Chiedo aiuto ogni giorno, perché non ci sentiamo sicure». L’episodio si inserisce in un clima che a Cagliari preoccupa da tempo. Le segnalazioni di molestie tra il Poetto e le vie della movida non sono tante rispetto alle altre grandi città, ma gli episodi accaduti di recente spaventano. Tre ragazze sono state palpeggiate e minacciate con una bottiglia davanti alla chiesa di Sant’Anna. Una donna è stata aggredita davanti a un supermercato da un uomo che chiedeva l’elemosina. Una diciottenne ha denunciato di essere stata bloccata da due uomini in piazza Matteotti, nella zona della stazione, e di essere riuscita a reagire evitando il peggio. Poi quest’estate il palpeggiamento subito da una minorenne a Marina Piccola, salvata da altre ragazze più grandi che hanno chiesto aiuto. Casi diversi, per luoghi e protagonisti, ma con un tratto comune: avvengono in strada, in orari e zone frequentate, davanti a passanti e negozi. È questo che alimenta la sensazione di vulnerabilità, soprattutto tra le donne che lavorano all’aperto o a contatto con il pubblico. La richiesta della giovane è netta: più sicurezza per chi lavora in centro e per le tante ragazze che frequentano i locali di Marina e Stampace.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
