Siniscola.

Abba Luchente, la nuova diga spacca le campagne 

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Nuova diga si, nuova diga no. Il problema dell’approvvigionamento idrico resta al centro del confronto in Baronia con le ormai consolidate posizioni contrapposte sulla costruzione del nuovo sbarramento di Abba Luchente. E mentre si attende la conclusione dei lavori di innalzamento della diga di Macheronis per il superamento del piano di laminazione che per ora consente di portare il livello di acqua invasata dentro lo sbarramento ad appena la metà della sua capienza a tenere banco è anche la grande quantità di acqua che è finita in mare annullando i benefici delle recenti abbondanti piogge.

La proposta

Questione questa che del resto ha destato non pochi malumori tra gli operatori del comparto agricolo, ancora alle prese con le forti perdite economiche legate alla precedente crisi idrica causata da un lunghissimo periodo siccitoso. È in questo contesto che si discute sulla proposta di realizzare la nuova opera idraulica, sostenuta dal “Libero comitato Abba Luchente”, presieduto da Giorgio Fresu. Secondo i promotori, l’attuale bacino, anche con l’aumento della capacità fino a circa 30 milioni di metri cubi, non sarebbe più sufficiente a garantire stabilità idrica a un territorio che negli ultimi decenni ha visto crescere in modo significativo il comparto turistico accanto a quello agricolo. «Abbiamo chiesto alla Regione di esprimersi sulla fattibilità dell’opera», ha dichiarato il sindaco di Torpè e presidente del Parco di Tepilora, Martino Sanna durante un convegno sul tema che si è tenuto nei giorni scorsi proprio a Torpè. Un idea che viene sostenuta anche dal presidente del consorzio di bonifica della Sardegna centrale, Ambrogio Guiso. «Un invaso a monte dell’attuale diga - il suo pensiero -, consentirebbe la creazione di una centrale idroelettrica interna al lago, con impatto ambientale nullo, e permetterebbe di far defluire l’acqua a caduta fino alla costa di San Teodoro, tagliando costi di pompaggio per circa un milione e 800 mila euro l’anno spesi per l’energia elettrica».

I contrari

Di segno opposto la posizione del comitato siniscolese “Abba Nostra”. Per Giuseppe Delogu il progetto di Abba Luchente riproporrebbe criticità già emerse in passato e non sarebbe più attuabile anche per effetto delle prescrizioni Unesco e dei vincoli del Parco. «Meglio - dicono - intervenire sulla rete esistente per ridurre le perdite, introducendo sistemi di misurazione dei consumi irrigui».

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