La partita.

A un passo dal traguardo 

Il Cagliari pareggia in casa del Bologna e “vede” la salvezza 

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Bologna 0

Cagliari 0

Bologna (4-3-3) : Pessina; De Silvestri (40’ st Zortea), Helland, Lucumí, Miranda; Freuler, Moro, Sohm (1’ st Rowe); Bernardeschi (33’ st Ferguson), Odgaard (18’ st Castro), Domínguez (18’ st Orsolini). In panchina Gnudi, Ravaglia, Pobega, Heggem, Lykogiannis, Vitík. Allenatore Italiano.

Cagliari (4-3-3) : Caprile; Zé Pedro, Mina, Dossena, Obert; Adopo (44’ st Zappa), Gaetano, Deiola (42’ pt Sulemana); Palestra, Esposito (28’ st Mendy), Folorunsho. In panchina Sherri, Ciocci, Kılıçsoy, Juan Rodriguez, Belotti, Albarracín, Trepy. Allenatore Pisacane.

Arbitro : Crezzini di Siena.

Note : ammoniti Adopo, Helland, Castro. Angoli 7-2. Recupero 5’ pt-6’ st.

È il punto di attesa, il più atteso. Dopo il successo sull’Atalanta, il Cagliari conquista un pareggio (0-0) altrettanto prezioso in casa del Bologna e ora è davvero a un passo dal traguardo. È solo una questione di tempo ormai, virtualmente la salvezza è già nelle mani della squadra di Pisacane che ha dato la spallata decisiva nel momento clou della stagione spazzando via sul nascere i fantasmi e dimostrando cuore, carattere e, soprattutto, il valore di un percorso portato avanti sempre con coerenza, nel bene e nel male. È stato match tutto sommato gradevole al Dall’Ara, nonostante la carenza di reti, chiuso tra i fischi dei tifosi emiliani e gli applausi di quelli sardi, oltre quattrocento, che festeggiano comunque.

Esposito davanti

Dossena al posto di Rodriguez nel cuore della retroguardia ed Esposito unica punta al centro del tridente offensivo le novità nell’undici iniziale rossoblù, schierato col 4-3-3 e composto dal portiere Caprile, Zé Pedro, Mina, Dossena e Obert in difesa, Adopo, Gaetano e Deiola a centrocampo, Palestra, Esposito appunto e Folorunsho in attacco. Stesso modulo di riferimento per la formazione emiliana che rompe, invece, il ghiaccio con Pessina, De Silvestri, Helland, Lucumí, Miranda, Freuler, Moro, Sohm, Bernardeschi, Odgaard e Domínguez.

Il Cagliari c’è

Più Cagliari che Bologna nel primo tempo, più solido, più efficace, più pericoloso. Trova addirittura il gol dopo soli due minuti con Dossena, di testa, sugli sviluppi di una mischia in area. L’azione, però, è viziata da un fuorigioco di Deiola. Regolarissima, invece, la posizione del centrocampista sangavinese quando viene imbeccato al limite dell’area da un delizioso tocco in orizzontale di Esposito, non inquadra, però, lo specchio della porta. Il primo acuto emiliano al 25’, è una sventola di Berdardeschi: reattivo Caprile, devia in angolo. Prova a mettersi in proprio poi Esposito che cerca la porta col sinistro in diagonale: Pessina neutralizza in due tempi.

Costretto a uscire a ridosso dell’intervallo Deiola per un fastidio agli adduttori, al suo posto l’ex Sulemana.

Senza reti

Subito un cambio nella ripresa, invece, per i padroni di casa: fuori Sohm, dentro Rowe. Insidioso il tentativo dal limite di Moro col destro, si allunga e ci arriva Caprile. Il Bologna sembra crederci, aumenta la pressione. Italiano rincara la dose inserendo Orsolini e Castro. Pisacane, invece, si gioca la carta Mendy. Ma l’occasione per sbloccare il risultato passa per il sinistro al volo di Folorunsho sul corner battuto da Obert e neutralizzato a pugni chiusi da Pessina. Sugli sviluppi dell’azione, Zé Pedro si ritrova solo sotto porta ma calcia incredibilmente alto. E qui, si spengono le velleità isolane, e di conseguenza quelle emiliane. Nel finale dentro nel Bologna Ferguson e l’ex Zortea, nel Cagliari Zappa. Ma già scorrono i titoli di coda al Dall’Ara, la partita si trascina così, stancamente, verso il triplice fischio negli ultimi, interminabili, sei minuti di recupero. E se Italiano abbassa il capo tra i fischi dei tifosi, Pisacane mostra il petto. È un punto pesantissimo.

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