La protesta.

A Sorgono i medici di cartone 

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Sagome di cartone raffiguranti i medici davanti all’ospedale di Sorgono. La battaglia per il diritto alla salute delle zone interne a Ferragosto ha proposto un’altra protesta. Il comitato Sos Barbagia-Mandrolisai denuncia così le carenze di personale e il progressivo smantellamento dei servizi ospedalieri e territoriali. Emergono carenze estese in più reparti, col Pronto soccorso garantito da 5 medici in attività discontinua, Medicina con 3 professionisti di cui uno impegnato anche in Oncologia (con riduzione dei posti letto da 20 a 10), la Chirurgia funzionante come day hospital e day surgery ma senza garanzia della reperibilità h24. Per gli attivisti di Sos discontinua risulterebbe anche l’attività di Anestesia e rianimazione, mentre la Radiologia non garantirebbe il servizio h24 con l’impossibilità di eseguire Tac con mezzo di contrasto per l’assenza dell’anestesista.

Situazione difficile anche al Serd, al Centro di salute mentale, da mesi sprovvisto di psichiatra, e Igiene pubblica. Parzialmente rientrata la situazione del 118 con i medici presenti nelle ambulanze per alcuni giorni la settimana.

Con una nota a firma di Manuel Tanda della Cisl medici e del comitato Sos, vengono avanzate le richieste all’Asl 3 e ad Ares «di rispettare il diritto alla salute previsto nell’articolo 32 della Costituzione e il decreto 70 e così assumere il personale carente, per poi riattivare i servizi diagnostici previsti, e la piena operatività della telemedicina». Citate le criticità del decreto regionale del 15 luglio: «Dovrebbe comportare l’assunzione di 1000 infermieri e 500 medici (di cui 200 stranieri) ma non si sono verificati miglioramenti per il Mandrolisai». Reti internet e telefoniche carenti minerebbero la telemedicina, timori per le nuove Case di comunità: «Il rischio è che l’attivazione sottragga personale ai servizi ospedalieri riducendone l’attività fino a comportarne la chiusura. La Casa di comunità in un edificio distante dall’ospedale rischia di creare l’impossibilità per gli specialisti di espletare le consulenze al Pronto soccorso e nei reparti».

L’Asl 3 rassicura sull’arrivo di nuovi specialisti: «Il Pronto soccorso non ha subito alcuna interruzione».

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