Monastir.

A scuola nasce l’orto didattico 

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Avvicinare i bambini alla cultura della terra e tramandare loro le tecniche più semplici dell’agricoltura: è questo l’obiettivo dell’orto didattico inaugurato nelle scuole secondarie a Monastir. Muniti di palette e zappe gli alunni delle classi terza e quarta della scuola primaria e della seconda e terza B della secondaria, hanno piantato i semi di patate, pomodori, zucchine, lattughe e cetrioli all’interno di nove cassoni predisposti dal Comune. A guidarli quattro pensionati del paese, che, pur avendo svolto altri lavori, hanno sempre coltivato la passione per l’agricoltura.

«Vogliamo dare un’input ai bambini, coinvolgerli e far capire loro cosa significa lavorare in campagna — spiegano in nonnini — Se non trasmettiamo loro queste conoscenze, rischiamo che la campagna venga abbandonata completamente». Con la guida dei “nonni”, i bambini seguiranno tutte le fasi della coltivazione, utilizzando tecniche semplici e manuali. Già durante la semina, gli studenti hanno imparato a preparare il terreno, creare le buche con la zappa e inserire le piantine nei cassoni.

«Coinvolgerli è fondamentale, solo così possono vedere con i loro occhi come nasce una pianta e come arriva il cibo sulla tavola. Vedere ciò che hanno piantato è per loro gratificante e li fa sentire partecipi. Da qui può nascere una passione, l’importante è accendere in loro la curiosità», prosegue il gruppo. Il progetto si basa anche sul rapporto diretto tra generazioni, trasformando l’attività in un momento di condivisione e apprendimento. Attraverso la loro esperienza e le loro storie, i nonni puntano a trasmettere un sapere legato alla terra che oggi rischia di perdersi. «Vogliamo tramandare anche le cose più semplici, perché sono quelle che rischiano di scomparire. I nostri genitori ci portavano ogni giorno in campagna, oggi invece non più. Speriamo di riportarli un po’ a quel mondo» proseguono gli anziani.

Il progetto è stato promosso dal Comune in collaborazione con l’Istituto comprensivo statale del paese. «L’Orto dei nonni è stato fortemente voluto dall'Amministrazione per favorire l'incontro tra i giovanissimi e gli anziani e trasmettere la cultura agricola e il nostro patrimonio identitario. Monastir è sempre stato un paese a forte vocazione agricola, ma negli ultimi anni questo legame si è affievolito: è necessario riavvolgere i fili di questo rapporto a partire proprio dai più giovani», dichiara la sindaca Paola Ugas.

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