Battaglia tra grandi aziende e piccoli proprietari terrieri

A Sassari le pale minacciano vigneti  e Domus de Janas 

Campanedda, il parco riprende vigore dopo lo stop alla legge regionale 

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Carte bollate, terreni e uomini soli contro le multinazionali. Giampiero Nurra, 71 anni, possiede due ettari di terra nella zona tra Campanedda e Sa Luighiedda, nelle borgate di Sassari, dove coltiva le sue viti, anche vitigni rari. «Quando nel 2016 li ho comprati non mi sarei mai aspettato di trovare una pala eolica a qualche decina di metri dalla proprietà». Le “torri” da 200 metri l’una in realtà sono tre ma, al momento, si trovano solo sulla carta, nei progetti della Innovo Development che ha presentato, nel 2023, l’istanza per costruirle nell’area della Nurra. Ora, dopo un contenzioso di ricorsi, provvedimenti e sospensioni, gli enormi mulini del vento allungano di nuovo la loro ombra potenziale sulle viti. «Se fosse così sarei rovinato per sempre con la mia famiglia», si accalora l’anziano, originario di Bono.

Nuova battaglia

Dopo la pronuncia della Consulta, che ha in parte cassato la legge 5 del 2024 voluta dalla Giunta Todde, si è infatti rimessa in moto anche la futuribile centrale eolica denominata “White and Blue Luighiedda”, dalla potenza complessiva di 21,6 MW, e armata di cavidotti e servizi. Ha ripreso così a correre il procedimento di Valutazione di impatto ambientale, a cui ha dato nuovo slancio quanto stabilito dal Tar Sardegna, lo scorso 14 febbraio, riconoscendo in parte il ricorso dell’impresa e, soprattutto, dando seguito alle prescrizioni della Cassazione. «E allora siamo arrivati noi», dichiara Stefano Deliperi, presidente del Gruppo di intervento giuridico. Lunedì il GriG ha presentato opposizione contro l’iniziativa invitando ad alzare lo sguardo sul patrimonio archeologico che circonda la zona. «L’area - sottolinea il documento del Gruppo - ha numerosi beni culturali tutelati con il relativo vincolo». Li ha elencati la Soprintendenza archeologica Belle Arti e Paesaggio di Sassari-Nuoro nella relazione scritta proprio nell’ambito del Via. «Il settore in esame - si legge - è stato intensamente frequentato fin dalla preistoria: le testimonianze archeologiche evidenziano la presenza di insediamenti diffusi sul territorio a partire dal Neolitico». Necropoli a Domus de Janas, come quella di Estru, e ancora la tomba ipogeica di Cuculagiu, i Nuraghi Pilotta, Sant’Andrea, Pedra Calpida, e si potrebbe continuare.

Territorio stravolto

«Eppure, proprio lì - attacca il GriG nell’opposizione - si vuol realizzare un vero e proprio stravolgimento del territorio». «La centrale eolica - rincara la dose Deliperi - sarebbe realizzata in mezzo a tutto questo, a 200 metri dai siti, e non è possibile. Ci vuole una fascia di rispetto». Servirebbe anche per Giampiero che resta incredulo davanti agli sviluppi, anche perché tutti i suoi programmi andrebbero a monte se il progetto atterrasse. «Abbiamo un progetto di degustazione di vini e prodotti locali dedicato ai turisti e ai camperisti. Le pare fattibile con una pala eolica a 50 metri?» Un’idea che finirebbe nel nulla insieme ai soldi investiti frutto, ricorda, «di una vita da insegnante per 40 anni nell’Istituto Tecnico Geometri di Sassari». Addio allora anche a Vermentino, Bovale, Cannonau e Arvesiniadu, vitigno autoctono pregiato e caso unico nel panorama enologico. «Hanno comparato il suo Dna con gli altri e non hanno trovato nessuna corrispondenza genetica». Di tutto questo non c’è traccia nella relazione paesaggistica sull’iniziativa della centrale eolica, riferisce Nurra, che afferma: «Hanno omesso di dire perfino che esistevano questi vigneti». Non resta che sperare allora nel procedimento in corso sulla White and Blue. Per GriG la centrale è «manifestamente illegittima». Per Giampiero rappresenta invece, dice, «la nostra morte».

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