Le spiagge sono sempre più affollate, forse perché da queste parti il parcheggio è ancora gratuito. C'è uno stagno che riesce a mantenere 50 famiglie anche se i pescatori aspettano da anni manutenzioni serie. E poi c’è il Monte Arci. In questo angolo dell’Oristanese, a ridosso della Statale 131 e sulle ceneri dell'antica Othoca, essere sindaco significa anche gestire il porto industriale, una delle aree logistiche più strategiche dell’Isola, con la vicepresidenza del Consorzio industriale. E non manca l’arte: la Basilica è uno dei massimi capolavori dell'architettura romanica in Sardegna. Insomma, un “tesoretto” niente male che vorrebbero gestire in due: il sindaco uscente Andrea Casu e lo sfidante Antonello Figus, che già in passato per due volte ha guidato il Comune. La sfida è la stessa del 2020 fra due amministratori che conoscono bene la macchina: da 31 anni siedono in Consiglio comunale.
In continuità
Andrea Casu, 58 anni, cerca la riconferma con la lista civica “Il futuro è nelle tue mani Santa Giusta green”, otto componenti su nove sono della maggioranza uscente. «Con tutti i finanziamenti che siamo riusciti a ottenere in questi anni, circa 26 milioni, sarei stato matto a non ricandidarmi - dice con orgoglio Casu – Vorrei inaugurare tanti progetti». Poi va al sodo: «In caso di vittoria, saremo subito al lavoro per restituire ai bambini la scuola elementare di via Dante, chiusa da tempo per inagibilità – sostiene -Siamo in attesa di capire dalla Regione se i soldi arriveranno o se sarà possibile ricostruire l'edificio». Altra priorità è la viabilità: «Continueremo a sistemare le strade, soprattutto le arterie principali, e a installare il maggior numero possibile di telecamere per avere un paese sicuro. Senza dimenticare l’ordinario, essenziale per il bene del paese». Casu ci tiene poi a sottolineare un importante risultato: «Siamo tra i pochi Comuni in Sardegna che non hanno applicato l’addizionale Irpef e questo significa che sappiamo gestire bene le casse del Comune». Ed è pronto a continuare l’avventura: «I cittadini devono scegliere in base a ciò che è stato fatto e a ciò che si farà. Sia io che il mio rivale sappiamo fare bene il nostro lavoro».
L’ex sindaco
Figus, 67 anni, ha guidato il Comune dal 2005 al 2010 e dal 2015 al 2020. Oggi è presidente della Fondazione Sardegna Isola del Romanico, e torna in campo per la settima volta con la lista “Santa Giusta riparte”. «Mi ricandido perché non sono soddisfatto di ciò che è stato fatto negli ultimi anni – sostiene - Il mio paese, che amo, è tra i più importanti dell’Isola ma ha bisogno di ritrovare la propria centralità. Le ricchezze vanno gestite in maniera diversa e siamo pronti a prendere in mano nuovamente Santa Giusta». Il programma è articolato. «Non bisogna dimenticare le fasce deboli, gli anziani, i bambini e chi non ha una situazione economica stabile». Massima attenzione sul fronte del decoro: «I cittadini meritano un paese ordinato e pulito». Poi Figus parla di progetti strategici: «Dobbiamo creare le condizioni per far crescere il paese e aumentare i posti di lavoro. Nessuno deve rimanere indietro, Santa Giusta ha tutte le potenzialità per far stare bene l’intera comunità».
Sul futuro l’aspirante sindaco è chiaro: «Non posso e non voglio fare valutazioni su chi vincerà – ripete -Sono della vecchia scuola: sto cercando di parlare con tutti i cittadini, anche quelli che non sono originari del paese. Così faremo fino all'ultimo giorno di campagna elettorale».
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