Lo scontro

«A Report siamo pronti allo sciopero» 

Ma la Rai non revoca i nuovi conduttori. Ranucci: li sostiene la stampa di destra 

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All’alba di una settimana fitta di incontri per cercare una mediazione, la redazione di Report si dice pronta a ogni iniziativa di lotta se l’azienda non confermerà come nuovi conduttori Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. In Rai la strada di un cambio di rotta viene ritenuta impercorribile, anche se il direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini ascolterà tutti i membri della squadra per capire le loro ragioni.

I soldi del Cnel

E l’ex conduttore Sigfrido Ranucci, in attesa della risposta ai suoi avvocati che chiedono di conoscere i motivi dell’allontanamento, dà man forte ai colleghi. «Non permetteremo la distruzione di Report - scrive - È significativo che i conduttori imposti dall’azienda siano oggi difesi dai giornali di destra. Ci sono imprenditori pronti a finanziare la battaglia per la libertà di stampa e aiutare i colleghi esterni con centinaia di migliaia di euro». Il riferimento è ai collaboratori che realizzano le inchieste e, se dovessero lasciare la trasmissione, dovrebbero trovare un nuovo canale. A loro ieri è arrivato il sostegno dei colleghi interni che, in assemblea, hanno provato a dare un segnale di compattezza, dopo le ricostruzioni su spaccature interne sempre più forti. La redazione ha definito «arbitraria» e «non ancora motivata dell’azienda» la sostituzione di Ranucci, annunciando lo stato di agitazione e minacciando lo sciopero. L’intento è arrivare a un passo indietro dei nuovi conduttori, secondo gli inviati «non rappresentativi della storia e dei valori del programma». A Piervincenzi, tra l’altro, “Il Domani” contesta di aver ricevuto dal Cnel, guidato dall’ex ministro Renato Brunetta, due affidamenti diretti da circa 24mila euro l’uno. L’interessato ha risposto che «non c’è alcun conflitto di interessi». Restano intanto in carcere Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello, due degli arrestati per l’attentato al giornalista: il gip di Roma ha respinto la richiesta di domiciliari.

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