Serie A.

A Pisa il Cagliari ha sbagliato tutto Col Napoli serviranno testa e cuore 

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Adesso ci vogliono equilibrio e lucidità. Dopo aver visto voce e volto di Pisacane, le facce sgomente dei calciatori, o magari immaginato l’atmosfera che si è respirata nel viaggio di ritorno. Sarà una settimana di passione, ma dal cuore del Cagliari, fra dirigenti e senatori, arriva una parola d’ordine: equilibrio. Nelle valutazioni, nei giudizi. Nulla di irreparabile, la classifica è ancora gestibile, venerdì sera con lo scomodissimo Napoli ci sarà l’occasione per fare pace con la coscienza e soprattutto con i tifosi. I quali, sui social di qualsiasi tipo, hanno rovesciato su calciatori, allenatore e società qualsiasi insulto possibile, condito da giudizi esageratamente negativi. Peraltro, in linea con il concetto che Pisacane esprime ogni tre per due: un giorno sei un genio del calcio, se perdi sei l’ultimo degli incompetenti.

L’analisi

A botta calda, anche Pisacane è stato chiaro: atteggiamento sbagliato, una partitaccia. Da oggi ad Assemini via all’esame di quello che è accaduto e che non sarebbe dovuto accadere. Nello specifico, atteggiamento a parte, l’insignificante pressione di Mina e Palestra sull’ottimo Angori, a seguire l’imprudente intervento di Sulemana su Calabresi che ha causato il (sospetto) calcio di rigore per il Pisa, la morbidezza di Zappa sulla seconda rete – Caracciolo aveva Zappa appiccicato alla maglia eppure ha avuto modo di colpire a rete – e la scarsa attenzione dello stesso Zappa, ma non solo, su Caracciolo 120 secondi dopo, col difensore pisano che ha segnato senza un marcatore. Zappa che sale, Pavoletti e Obert invisibili. Un mix di pressapochismo, scarsa applicazione e poca cattiveria agonistica, tutto quello che qualsiasi trainer non vuole vedere nemmeno quando ti avvicini a piedi al campo d’allenamento.

Il Napoli

Prima della sosta, che servirà a Pisacane per riordinare le idee e costruire con i non-nazionali la volata finale, c’è l’impegno col Napoli di venerdì alle 18.30. La squadra di Conte è terza in classifica, lontano dal “Maradona” ha vinto otto partite su quindici, ha un punto in meno del Milan (secondo) e arriva da tre successi consecutivi: a Verona e con Torino e Lecce a Napoli.

Se non bastano questi indizi a rendere tremenda la sfida di venerdì, c’è Conte che ha recuperato definitivamente Mc Tominay e De Bruyne, due fra i migliori centrocampisti del campionato. Quantità e qualità al servizio di un gruppo di altissimo livello.

I rossoblù

Due punti in sei partite, se questa non è una crisi, è qualcosa di molto simile. Abbassamento della tensione, la sicurezza mentale di aver conquistato una fetta di traguardo, le assenze, una partita sbagliata rovinosamente – a Pisa – dove uno come Caracciolo sembrava Ronaldinho, dopo otto anni senza una rete all’attivo. Il Cagliari deve “tornare” in campo, contro il Napoli serviranno testa e cuore per non passare quindici giorni a pensare a quello che sarebbe potuto essere e non è stato. Il conto alla rovescia è cominciato, ci aspetta la Domus.

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