Le misure.

A Parigi scatta il coprifuoco dalle 23 alle 6 del mattino La protesta blocca il Louvre 

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Scelte drastiche nella Francia sull'orlo dell'insurrezione. Il premier Sébastien Lecornu ha annunciato «coprifuoco parziali e localizzati» in diverse città. A Parigi la misura è stata disposta dalle 23 alle 6 del mattino nella zona attorno a Place de la République e in alcune vie intorno a Les Halles, teatro nella notte tra domenica e lunedì di gravi disordini. Il coprifuoco parigino riguarderà tutti e non solo, come previsto invece per Nizza, gli under 18 per i quali il centro città è off limits dalle 21 alle 6 del mattino. Stesse misure, decise al termine del vertice sull'ordine pubblico, nei comuni del nord: Lille, Douai, Wattignies e Denain. Mentre a Marsiglia la prefettura ha vietato ogni tipo di manifestazione dalle 12 alle 20.

I danni

Il bilancio dei danni è molto pesante. Sono almeno tremila le attività commerciali prese di mira e seriamente danneggiate dai facinorosi. Il premier ha garantito che già oggi i titolari, vittime dalla furia devastatrice dei casseurs, potranno contare sulla cassa integrazione, oltre che su un «fondo di sostegno specifico». Intanto, Emmanuel Macron ha respinto le dimissioni del ministro dell'Interno Laurent Nunez: «Data la necessità di garantire la continuità nella guida delle forze dell'ordine in questo momento, il presidente non le ha accettate», è stato precisato dall’Eliseo. Macron ha però chiesto a Nunez di fare chiarezza sulle lacune nella pianificazione e nell'intelligence che hanno condotto alla guerriglia urbana e di introdurre nuovi metodi operativi per le forze di sicurezza. Il ministro ha ammesso che «in alcune città abbiamo perso il controllo», e ha riconosciuto di non aver saputo prevedere i disordini. Mea culpa anche da parte del Guardasigilli, Gérald Darmanin, secondo cui le autorità hanno «indubbiamente fallito», evocando, in particolare, «lacune nell'attività di intelligence».

Le polemiche

Non si fermano gli attacchi al veleno dell'estrema destra di Marine Le Pen e dell'estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon contro la gestione della crisi. I due esponenti delle ali estreme vedono avvicinarsi le elezioni presidenziali. Lecornu, dal canto suo, non esclude a priori lo stato d'emergenza, come ai tempi del Bataclan. Verrà decretato solo «se utile», ma al momento i coprifuoco «sembrano più adatti», ha spiegato. Ieri mattina i manifestanti hanno bloccato l’ingresso del Louvre.

Il clima resta teso con i "gilets jaunes" che hanno indetto per sabato un’altra mobilitazione contro il carovita, con la probabile partecipazione degli studenti. «Macron deve andare via e lasciare il posto al popolo!», si legge nell’appello pubblicato sui social. Come nel 2018 il movimento delle casacche gialle vuole mantenere alto il livello della protesta.

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