L’accordo firmato a Roma tra la Regione sarda e la Sassonia fa ben sperare tutto il Nuorese sul successo della candidatura di Sos Enattos per ospitare l’Einstein Telescope. Coincide con un promettente atto concreto. Nuoro è pronta ad accogliere centri di ricerca che guardano all’Et nella miniera di Lula. «Stiamo definendo i primi accordi con importanti centri di ricerca le cui sedi verranno ospitate a Nuoro», annuncia il sindaco Emiliano Fenu. Niente di più, se ne saprà di più nei prossimi giorni. Sono in corso gli ultimi adempimenti, segno comunque che i progetti attecchiscono e guardano in prospettiva futura. «L’accordo firmato con la Sassonia è un risultato importante anche per la città - dice Fenu - che sta facendo la sua parte in stretta collaborazione con la presidente Todde e la Regione».
A Lula e dintorni
«È la conferma del progetto in cui noi crediamo da sempre. Il territorio risponderà bene e noi cerchiamo di governare il cambiamento. Tutto quello che serve si farà», commenta Mario Calia, sindaco di Lula.
«È un’alleanza strategica, un’intesa di grande valore scientifico e politico che conferma la credibilità del territorio a livello internazionale», dice Giuseppe Ciccolini, presidente della Provincia di Nuoro e sindaco di Bitti, uno dei quattro Comuni con Lula, Onanì e Orune dell’area più vicina a Sos Enattos. L’attesa nel territorio è diffusa. Si pensa al potenziamento delle strutture ricettive per operatori e ricercatori. «La Provincia - sottolinea Ciccolini - ha svolto un lavoro di raccordo con le amministrazioni dei Comuni coinvolti e ha predisposto un primo piano di interventi che riguarda in particolare il potenziamento della ricettività e la riqualificazione urbana. Interventi che auspichiamo possano essere accolti nella prossima finanziaria regionale. È fondamentale avviare fin da subito un percorso di pianificazione e di coordinamento tra istituzioni, enti locali e sistema produttivo, affinché il territorio sia in grado di rispondere in modo adeguato alle esigenze di un progetto di questa portata. La candidatura dell’Einstein - conclude - non è solo una sfida scientifica, ma anche un’opportunità di crescita strutturale, che richiede visione, investimenti mirati e una capacità di accoglienza all’altezza delle aspettative internazionali».
Formazione e imprese
«L’accordo tra la Sardegna e la Sassonia è senz’altro positivo. Tuttavia, il tempo passa e non ci sono novità significative sul fronte delle azioni di contesto, quelle infrastrutture e quei servizi che nel territorio sono indispensabili per fare in modo che l’Einstein Telescope non resti un progetto isolato ma diventi un motore di sviluppo per le nostre comunità», dice Pierpaolo Milia, presidente provinciale di Confindustria. E spiega: «Servono interventi concreti sulla mobilità per rendere il territorio accessibile. Occorre investire sulla formazione e sull’università, costruendo un’offerta formativa innovativa e di qualità, capace di attrarre i giovani, così come servono servizi adeguati per chi verrà a lavorare qui. Il rischio, altrimenti, è che questa straordinaria opportunità ci passi accanto senza lasciarci nulla, soltanto un’enclave di scienziati e ricercatori senza possibilità di interconnettersi con il territorio».
Sulla stessa linea il presidente della Camera di commercio. «C’è una serie di carenze a cui far fronte per essere in grado di cogliere questa opportunità e avere ricadute idonee - dice Agostino Cicalò -. Abbiamo incontrato tutta la struttura tecnica dell’Et. Siamo disponibili a proseguire per informare le imprese e stimolare ad aggregarsi: servono dimensioni importanti per i bandi. E poi è necessaria la formazione dei giovani. Ci devono dare le aree di competenza su cui lavorare».
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