Uto Ughi e Bruno Canino, una storia musicale che continua a emozionare
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Il concerto del 31 ottobre all’Auditorium del Conservatorio “Pierluigi da Palestrina” di Cagliari ha riportato sullo stesso palco Uto Ughi e Bruno Canino, due protagonisti assoluti della musica classica italiana, legati da un sodalizio artistico che attraversa ormai diversi decenni. Un incontro di immenso valore, soprattutto se si considera che negli ultimi anni le occasioni per ascoltare insieme i due interpreti si sono fatte sempre più rare.
La loro intesa conferma la capacità di emozionare e nasce da una frequentazione artistica di lunga data, cresciuta grazie a esperienze, concerti e percorsi individuali che li hanno condotti sino ai vertici della scena internazionale. Ritrovarsi oggi significa rinnovare una sintonia musicale fondato sulla conoscenza reciproca, sulla sensibilità interpretativa e sul desiderio di dare nuova vita alle partiture.
«Ho conosciuto Uto quando aveva ancora i pantaloncini corti», racconta Bruno Canino, ricordando gli inizi di un rapporto lungo decenni. Una storia attraversata anche da alcune pause, come spiega lo stesso pianista, ma mai interrotta nel suo valore più profondo. E sul piacere di tornare a condividere il palco con Ughi, Canino è diretto: «Ritrovarlo è sempre un grande piacere. Uto ha un modo di suonare molto stimolante: è un grande violinista, ma soprattutto un artista». A renderlo ancora più speciale è anche «un certo coefficiente di imprevedibilità», una qualità che, nelle parole del pianista, contribuisce a definire la personalità di un interprete fuori dal comune.
Ottantadue anni, una carriera iniziata prestissimo e una formazione sotto la guida di George Enescu, Uto Ughi è tra i più autorevoli esponenti della tradizione violinistica italiana. Il suo percorso lo ha portato a esibirsi con alcune delle maggiori orchestre internazionali, dal Concertgebouw di Amsterdam alla Boston Symphony, fino alla New York Philharmonic, sotto la direzione di maestri come Zubin Mehta, Lorin Maazel e Mstislav Rostropovich. Accanto all'attività concertistica e discografica, ha dedicato una parte importante del proprio impegno alla diffusione della cultura musicale e al sostegno dei giovani talenti con la Fondazione Uto Ughi, presentata nel 2023.
«Abbiamo creato la Fondazione perché i giovani non hanno mai avuto una vera istruzione musicale nelle scuole italiane. Mancava anche uno stimolo a conoscere la storia della musica e quello che il nostro Paese ha dato alla musica. Ci sono compositori grandissimi come Vivaldi, Tartini, Paganini e Viotti: per i giovani questi nomi sono quasi sconosciuti», ricorda con orgoglio Uto Ughi.
Bruno Canino, novant'anni, è a sua volta una figura centrale del pianismo italiano e della musica da camera. Solista e interprete di fama internazionale, storico partner di Antonio Ballista e per trent'anni componente del Trio di Milano, ha collaborato con musicisti del calibro di Itzhak Perlman, Salvatore Accardo e Viktoria Mullova. Durante la sua carriera concertistica ha mostrato interesse per la musica contemporanea, lavorando con compositori come Luciano Berio, Pierre Boulez e Karlheinz Stockhausen, oltre a dedicarsi all'attività didattica e a importanti incarichi artistici.
«È un dialogo nato quando eravamo giovanissimi. Per me suonare con Bruno è sempre un ritorno a casa, perché è un musicista straordinario e versatile, di grande intelligenza musicale. Suonare con lui è sempre una festa, un piacere», riferisce Uto Ughi.
Il programma presentato a Cagliari ha attraversato epoche e linguaggi differenti e preziosi: dalla Ciaccona in sol minore di Tomaso Antonio Vitali alla Sonata per violino e pianoforte n. 9 op. 47, A Kreutzer, di Beethoven, fino alla Suite populaire espagnole di Manuel de Falla e all'Introduction et Rondò capriccioso op. 28 di Camille Saint-Saëns. Un dialogo tra il rigore della scrittura, il virtuosismo e le sfumature espressive di due strumenti, affidati alla bravura dei due interpreti.
Il prossimo appuntamento è con Leslie Howard
La programmazione della rassegna Itinerari Musicali dell'Identità prosegue il prossimo 8 novembre, ancora all'Auditorium del Conservatorio di Cagliari, con il pianista australiano Leslie Howard, interprete di fama internazionale e punto di riferimento del repertorio di Franz Liszt.
A contraddistinguere la sua carriera è l'aver inciso l'integrale delle opere per pianoforte solo di Liszt, un'impresa discografica di portata eccezionale che conferma la profondità del suo lavoro sul compositore ungherese. Un progetto monumentale, che ha consolidato la reputazione internazionale di Howard e il suo legame con uno dei repertori più impegnativi e fascinosi della storia del pianoforte.
Dall'incontro cameristico tra Ughi e Canino all'universo pianistico di Liszt, il calendario cagliaritano propone occasioni di ascolto per merito di interpreti di primo piano, creando una connessione fra la tradizione, lo studio e le diverse sensibilità artistiche.
I biglietti per il concerto di Leslie Howard sono disponibili su Vivaticket.
Il programma completo degli eventi musicali è, come sempre, consultabile sul sito della rassegna.
www.itinerarimusicalidellidentita.it
