Lampis Dental Center, una storia lunga quasi quarant'anni arriva a Cagliari
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Dai primi impianti eseguiti alla fine degli anni Ottanta alla chirurgia guidata e alla tecnologia digitale. È un percorso lungo quasi quarant'anni quello che Gian Carlo e Andrea Lampis raccontano alla vigilia dell'apertura del nuovo Lampis Dental Center di Cagliari. Un progetto nato a Guspini, cresciuto insieme all'evoluzione dell'implantologia e passato attraverso l'apertura della sede di Sanluri e il progressivo ingresso delle nuove tecnologie nella pratica quotidiana. Il 9 ottobre questa storia vivrà una nuova tappa con l'apertura della struttura di via Anna Cabras Brundo, nel capoluogo.
Dottor Lampis, torniamo all'inizio. Come nasce la sua passione per l'implantologia?
Gian Carlo Lampis: «Tutto è cominciato dopo un congresso. All'epoca le alternative erano le dentiere, gli scheletrati oppure limare i denti per realizzare un ponte. Si iniziava a parlare di denti fissi con gli impianti, ma era ancora una procedura all'avanguardia. Mi appassionai immediatamente e alla fine degli anni Ottanta frequentai il mio primo corso di implantologia a Padova. Il giorno dopo inserii il primo impianto. Ricordo ancora l'emozione: si disegnava l'impianto su una panoramica e si lavorava a mano libera. Da allora è cambiato praticamente tutto».
Eppure l'idea di concentrare le cure in tempi molto più brevi era già presente allora.
Gian Carlo Lampis: «La prima intuizione arrivò durante quello che a Cagliari veniva chiamato il “boom degli olandesi”. Negli anni Ottanta arrivavano in Sardegna gruppi di dentisti olandesi che eseguivano le estrazioni e consegnavano le dentiere nella stessa giornata. Per l'epoca era un concetto rivoluzionario: concentrare le cure in pochissimo tempo, pur con i limiti delle protesi di allora. Negli anni successivi, osservando anche altre forme di turismo medicale, iniziai a chiedermi perché non fosse possibile fare qualcosa di simile in Sardegna applicandolo all'implantologia. L'idea c'era, ma non ancora la tecnologia necessaria per realizzarla come avremmo voluto».
La tecnologia sarebbe arrivata molti anni dopo. E con essa anche Andrea Lampis, cresciuto osservando il lavoro del padre e destinato a imprimere una nuova direzione al progetto.
Andrea, quando avviene la svolta?
Andrea Lampis: «Alla fine del 2015. Fummo invitati a un corso sull'implantologia guidata, una metodica che permetteva, in casi selezionati, di inserire gli impianti e arrivare ai denti fissi in una sola seduta. Presi un volo per Milano per capire personalmente come funzionasse. Quando vidi gli scanner intraorali e la pianificazione digitale capii immediatamente che quella poteva essere la strada giusta. Pochi mesi dopo acquistammo la nostra prima TAC e iniziammo con i primi casi».
Una scelta che inizialmente incontrò anche parecchio scetticismo.
Andrea Lampis: «C’è una frase spesso attribuita a Schopenhauer: “La verità attraversa tre fasi: prima viene ridicolizzata, poi viene combattuta e infine viene accettata come evidente”. Non so chi l’abbia realmente pronunciata, ma per quello che ho vissuto con l’implantologia guidata, potrei averla detta io. All’inizio c'era chi sosteneva che la chirurgia guidata non fosse precisa, chi la considerava troppo costosa e persino chi diceva che fosse una soluzione per chi non sapeva inserire gli impianti a mano libera. Anch'io in un primo momento avevo dei dubbi e dopo ogni intervento verificavo che tutto fosse andato esattamente come pianificato. Caso dopo caso sono stati i risultati a darci fiducia. Oggi abbiamo alle spalle decine di migliaia di impianti inseriti con questa metodica».
Gian Carlo, lei aveva già una lunga esperienza con l'implantologia tradizionale. Tornerebbe a lavorare esclusivamente a mano libera?
Gian Carlo Lampis: «No. Anche dopo dieci anni continuiamo a scoprire i vantaggi della chirurgia guidata in termini di precisione, mini-invasività e rapidità. Nei casi indicati possiamo evitare di incidere la gengiva e rendere così l'intervento meno invasivo. Naturalmente ogni paziente deve essere valutato individualmente, soprattutto in presenza di particolari condizioni cliniche».
È proprio l'incontro tra esperienza e innovazione a segnare la fase successiva. Le richieste aumentano e il piccolo studio di Guspini, con una sola poltrona, non è più sufficiente.
È in quel momento che il progetto cambia dimensione?
Gian Carlo Lampis: «Sì. Eravamo arrivati a inserire quasi 500 impianti all'anno e avevamo bisogno di una struttura più grande. Nel 2021 è nato il Lampis Dental Center di Guspini, sviluppato su tre piani. Successivamente abbiamo creato il laboratorio interno per la produzione dei denti fissi e siamo arrivati a superare i 2.000 impianti all'anno, con pazienti provenienti anche dalla Penisola e dall'estero. Nel 2025 abbiamo aperto la seconda sede a Sanluri».
Parallelamente cambia anche il modo di raccontare l'odontoiatria. Andrea Lampis sceglie i social network, mettendo il volto dei professionisti al centro della comunicazione.
Quanto ha inciso questo aspetto sulla vostra crescita?
Andrea Lampis: «Mi ero reso conto che le persone erano stanche di una comunicazione anonima. Ho iniziato a pubblicare su Facebook video e casi clinici. Poi, durante il lockdown, sono arrivate le dirette in cui rispondevo alle domande sulle principali urgenze odontoiatriche. Oggi, tra Facebook, TikTok e YouTube, abbiamo superato complessivamente i 70 mila follower».
Da questo percorso nasce anche “Denti fissi in 2 ore”, il protocollo con cui il Lampis Dental Center sintetizza l'integrazione tra pianificazione digitale, chirurgia guidata e laboratorio odontotecnico interno.
Che cosa significa concretamente “Denti fissi in 2 ore”?
Gian Carlo e Andrea Lampis: «Attraverso TAC, scanner 3D e software di pianificazione possiamo studiare l'intervento prima ancora di iniziare. Nei casi in cui le condizioni cliniche lo consentono, gli impianti possono essere inseriti con tecnica mini-invasiva, mentre il laboratorio interno consente di realizzare direttamente la protesi. In questo modo, nei casi indicati, il paziente può arrivare con denti compromessi o una dentiera e ricevere nell'arco di due ore denti fissi provvisori. Quello che quasi quarant'anni fa sembrava impossibile oggi fa parte del nostro modo di lavorare».
Ed è qui che il racconto torna a Cagliari, dove quell'intuizione nata alla fine degli anni Ottanta trova oggi una nuova dimensione.
Che cosa rappresenta per voi l'apertura nel capoluogo?
Andrea Lampis: «Probabilmente il progetto più ambizioso della nostra storia. Avremo sette sale operative, tecnologie digitali, sale relax, parcheggi riservati ai pazienti e un laboratorio odontotecnico interno, con l'obiettivo di concentrare nello stesso luogo tutte le fasi del trattamento. È un punto d'arrivo, ma anche un nuovo punto di partenza».
Le porte del nuovo Lampis Dental Center di Cagliari, in via Anna Cabras Brundo 7, nei pressi dell'uscita dell'Asse Mediano per via dei Valenzani, si apriranno il 9 ottobre.
Come avete immaginato questa prima giornata?
Gian Carlo e Andrea Lampis: «Come un'occasione per festeggiare e ringraziare le persone che ci hanno accompagnato in questo percorso. Saranno presenti anche alcuni ospiti legati al Cagliari Calcio, di cui siamo sponsor. Durante la giornata sarà inoltre possibile prenotare le prime visite per novembre: abbiamo già ricevuto oltre 500 richieste».
Per informazioni e per l'inserimento nella lista d'attesa è disponibile il numero verde 800 50 51 52.
Dir. Sanitario Dr Gian Carlo Lampis Albo degli Odontoiatri di Cagliari n.126.
Informazione promozionale a cura di Odonto Service
