In leggero ritardo all’appuntamento, cellulare in mano, zaino sulle spalle e un’agenda gonfia dai vari fogli di appunti infilati tra le pagine. Alberto Melis entra nel suo locale del Poetto, sede del nostro incontro, e fa subito un piccolo briefing con lo staff. Alcuni minuti di confronto e aggiornamento prima di aprire il ristorante e accogliere gli ospiti.

Alberto Melis, classe 1973, è il fondatore di un gruppo che conta circa cento dipendenti e tre ristoranti – quattro con la pizzeria – nei punti più amati della città. Antica Cagliari è l’unica impresa sarda della ristorazione ad aver ricevuto nel 2023 il Premio Industria Felix per performance gestionale e affidabilità finanziaria. Ci si aspetterebbe un manager distante dalle attività quotidiane dei suoi locali, ma osservandolo con i suoi collaboratori, è evidente il contrario: Melis è un imprenditore presente e partecipe. Per questo, forse, ci ha chiesto di incontrarlo in ristorante e non nel suo ufficio. Suoneria del cellulare silenziata. Possiamo iniziare la nostra intervista.

Antica Cagliari quest’anno ha compiuto sedici anni. Un grande traguardo per un settore così competitivo. Le è stato facile arrivare al successo e soprattutto come riesce a restare, dopo tanti anni, un locale di riferimento?

In realtà, quando si gestisce un’impresa non ci si sente mai arrivati, quindi viene difficile parlare di successo: sarebbe come pensare di fermarsi, e non è possibile. Me lo ha insegnato la mia storia, e ne ho conferma ogni giorno. Il mio debutto nella ristorazione fu una serie di errori e scommesse perse. Il primo ristorante non ebbe il successo sperato, ma non lo considero un fallimento: ha dato origine a tutto quello che vedete oggi!

Ci parli degli inizi allora.

Alla fine degli anni Novanta lavoravo come contabile e nei weekend coprivo qualche turno come cameriere in un ristorante. Un impegno provvisorio che divenne presto una passione, e poi una scelta di vita. Lasciai un posto sicuro per un’esperienza in Germania. Nei primi tempi lavorai in una gelateria; solo dopo aver imparato il tedesco riuscii a entrare nella ristorazione. A trent’anni, finalmente, aprii il mio primo locale, ma mi scontrai subito con le difficoltà di un settore che – ora lo so! – oltre all’esperienza richiede una grande preparazione. Sapevo lavorare in un ristorante ma mi mancavano le competenze per gestirlo. Da qui, quello che diventerà un valore fondamentale per me e per il gruppo: la formazione. Un’esperienza negativa mi ha insegnato il valore dello studio e della formazione continua, perché le prove non finiscono mai. E non si può restare indietro.

È riuscito a trasformare gli errori in nuove competenze…

Esatto. Ancora oggi la passione per questo lavoro e la sensazione di non saperne mai abbastanza, mi spingono a studiare e cercare di migliorarmi sempre. Al momento partecipo al Programma US de L’Unione Sarda per la crescita manageriale delle imprese sarde realizzato insieme all’Università Bocconi, al Politecnico di Milano e all’Università di Cagliari. Ho seguito anche corsi di comunicazione e sviluppo personale con formatori riconosciuti a livello nazionale. Naturalmente ho esteso la formazione anche ai collaboratori.

Il percorso non è stato lineare, ma oggi Antica Cagliari è un marchio consolidato della ristorazione cagliaritana. È come se la immaginava sedici anni fa quando aprì il suo primo ristorante in Marina?

Sì perché, più che un’impresa, c’era l’idea di realizzare un ristorante basato su un modo di vivere la tavola. Antica Cagliari è una proposta naif dell’atmosfera che abbiamo respirato nelle case dei nostri genitori o dei nostri nonni, ma con la ricercatezza della cucina moderna.

Il cellulare, silenziato per tutta l'intervista, ricomincia a vibrare con insistenza. I tavoli vista mare si sono già riempiti e il locale è in fermento. Il nostro tempo è scaduto, Alberto Melis ci saluta e torna al lavoro. Noi invece scegliamo di restare a mangiare qualcosa. Ci sarà ancora un tavolo libero?

Informazione promozionale a cura di Antica Cagliari

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