Indagato per l’evasione del boss da Badu ‘e Carros, latitante da un mese
L’orunese Pietro Antonio Tolu dichiarato irreperibile: è tra gli accusati di aver favorito la fuga di Raduano dal carcereL'evasione di Raduano
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Da imputato - per armi e droga - nel processo sulla rete di fiancheggiatori che avrebbe favorito la fuga dal carcere di Badu’e Carros a Nuoro e la latitanza del boss foggiano Marco Raduano, oggi collaboratore di giustizia, a lui stesso latitante. È la nuova svolta che riguarda l’orunese Pietro Antonio Tolu, irreperibile da circa un mese e ufficialmente dichiarato latitante all’inizio di questa settimana dopo il mancato rintraccio per la notifica di un ordine di esecuzione relativo a una vecchia condanna definitiva per droga, risalente a circa dieci anni fa, e confermata in primavera dalla Cassazione, che prevede una pena di quattro anni di reclusione.
La fuga
La sua scomparsa arriva mentre è ancora in corso davanti al Tribunale di Nuoro in seduta collegiale il processo che lo vede imputato, insieme al compaesano Antonio Mangia, con l’accusa per quest’ultimo, di aver favorito - prelevandolo dal rifugio improvvisato di via Aligi Sassu a Nuoro - la fuga e la successiva latitanza di Marco Raduano, il boss della mala garganica evaso dal carcere di Badu ’e Carros nel febbraio 2023 e oggi collaboratore di giustizia. Proprio nell’ultima udienza il collaboratore di giustizia ha deposto in videocollegamento davanti al collegio presieduto da Elena Meloni, rispondendo alle domande dei pm della Direzione distrettuale antimafia di Cagliari. La difesa di Mangia e Tolu, rappresentata dagli avvocati Ivano Iai e Giancarmelo Serra, aveva sostenuto che le dichiarazioni del collaboratore non trovano riscontro oggettivo.
I domiciliari e la latitanza
La vicenda oggi però, assume contorni più particolari se si considera che appena un anno fa il Tribunale di Nuoro aveva accolto la richiesta della difesa di sostituire la custodia in carcere con gli arresti domiciliari, ritenendo che Tolu potesse assistere la madre ottantenne dopo l’emissione della misura cautelare. Il provvedimento, però era stato eseguito in ritardo per la mancanza di un braccialetto elettronico disponibile, circostanza che aveva costretto l’imputato a rimanere in carcere nonostante il beneficio fosse stato concesso.
Oggi lo scenario è completamente cambiato: Tolu è irreperibile da circa un mese ed è ufficialmente ricercato dopo essere stato dichiarato latitante in seguito al mancato rintraccio per l’esecuzione della vecchia condanna definitiva per reati di droga.
