Sono l’alternativa ideale alle spiagge più rinomate (e affollate) della costa. L’assalto alle piscinette naturali di Ussassai è diventato una consuetudine, soprattutto per gli escursionisti. Ma da oggi scatta la rivoluzione: stop agli accessi. Nel nome della tutela ambientale e della sicurezza, il sindaco di Ussassai, Chicco Usai, ha vietato la balneazione e l’attività di acquatrekking nei tratti fluviali, nonché nelle piscine naturali del Rio Sa Taula, tra la piscina de S’Arcada fino alla congiunzione col Rio San Gerolamo, Rio Isara e Rio San Gerolamo e alla piscina di Caddargiu de Sini. Chi violerà il divieto rischia una sanzione fino a 500 euro.

Assalto scriteriato

In questa torrida estate, i corsi d’acqua sono messi a dura prova e sono spesso meta di escursionisti e bagnanti che, in alternativa alla spiaggia, amano immergersi nelle fresche acque dei torrenti di montagna alla ricerca di un po’ di refrigerio. Le piscine naturali di Ussassai sono meta costante di turisti di prossimità, provenienti dalla Penisola e anche di stranieri. «Ma l’accesso, soprattutto negli ultimi giorni, è stato scriteriato: non possiamo più rischiare», dichiara il sindaco. La finalità dell’ordinanza approvata ieri, con cui è vietata la balneazione e la pratica dell’acquatrekking o qualsiasi tipo di attività che prevede escursionismo di gruppo all’interno dei corsi d’acqua, è quella di conservare il patrimonio ambientale. «Quei siti hanno un valore ecologico di elevata importanza. Sono spazi piccoli e fragili e noi siamo in dovere di tutelarli. Finora abbiamo chiuso un occhio, ma alla luce delle presenze degli ultimi giorni - osserva il primo cittadino - non possiamo più tollerare certi comportamenti. Ci sarebbe voluto buon senso».

Fenomeno social

Chi vive le realtà dell’entroterra, negli ultimi anni ha visto le code di auto che si creano intorno ai fiumi e alle loro fresche pozze, sempre più presi d’assedio e, quelli che prima erano luoghi a esclusivo appannaggio dei residenti che conoscevano il sentiero che portava al torrente, ora sono luoghi frequentati e pubblicizzati che viaggiano incontrollati spinti dai like dei social. «Non parliamo di spiagge ampie, ma di piccoli siti naturali. Poche decine di metri quadri in cui si ritrovano quaranta persone: dov’è la sicurezza?». Se lo chiede e se lo richiede, il sindaco. La risposta, a suo dire inevitabile, è un’ordinanza che lascia pochi spazi interpretavi: «Sarà tolleranza zero contro chi non la rispetterà». Un atto del genere potrebbe suscitare proteste, sia interne alla comunità che tra gli escursionisti. «Sono pronto ad assumermi le responsabilità del provvedimento. Tra l’altro chi raggiunge il nostro territorio per visitare le piscine naturali spesso non consuma neppure un caffè. Il tornaconto economico è talmente limitato che non vale la pena correre tutti quei rischi».

Roberto Secci

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