Attese infinite (ieri fino a 9 ore per i codici verdi al Policlinico di Monserrato); boarding pesante (con i pazienti in attesa per giorni, spesso anche nei corridoi, prima di essere ricoverati nei reparti), carenza di personale e giovani professionisti che fuggono dall’emergenza-urgenza, “gettonisti” in scadenza, ripercussioni gravi sul sistema delle ambulanze e dei volontari del soccorso.

La gravissima crisi dei Pronto soccorso dell’Isola – dovuta in parte anche ai deficit della medicina di base – è stata raccontata in dettaglio ieri nella commissione Sanità del Consiglio regionale presieduta da Carla Fundoni (Pd) con l’audizione dei direttori dei servizi e dei dg delle Aziende, e «il rischio chiusura di diversi presìdi», come ha sottolineato Corrado Meloni (FdI), «è stato purtroppo drammaticamente confermato».

Da Sassari, il primario Paolo Pinna Parpaglia denuncia «l’enorme afflusso in Pronto soccorso a causa delle carenze della medicina del territorio, ma anche perché al paziente non costa nulla. Siamo un presidio sociale aperto giorno e notte, la casa di chi è senza dimora, dell’ubriaco, del molesto. E così finisce che il pronto soccorso si paralizza».

Ulteriori dettagli e approfondimenti nell’articolo di Cristina Cossu oggi in edicola e sull’app L’Unione Digital. 

© Riproduzione riservata