E’ da oltre mezzo secolo che si discute di zona franca in Sardegna. Eppure questo tema, tornato in auge in questi mesi, riaprendo un dibattito mai sopito, non ha ancora portato a risultati concreti.

La politica comunitaria, che aveva la finalità di proteggere e sviluppare una concorrenza effettiva all’interno del mercato comune, ha però di molto complicato, se non addirittura compromesso, il percorso previsto dallo statuto regionale.

Al fine di rendere più chiare le implicazioni delle varie tipologie di zone franche sul tessuto socio-economico di un’area, appare utile esplicitarne i contenuti. Le principali tipologie attualmente disponibili sono quattro:

zona franca extradoganale

zona franca doganale

zona franca urbana

fiscalità di vantaggio

La storia della zona franca in Sardegna

Lo statuto speciale per la regione Sardegna approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, all’art. 12, comma 2, prevedeva l’istituzione nella Regione di punti franchi.

Secondo il Decreto Legislativo 10 marzo 1998, n. 75, in attuazione dell'articolo 12 dello statuto speciale per la regione Sardegna e successive modificazioni, sono istituite nella regione zone franche, secondo le disposizioni di cui ai regolamenti CEE n. 2913/1992 (Consiglio) e n. 2454/1993 (Commissione), nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme, Arbatax ed in altri porti ed aree industriali ad essi funzionalmente collegate o collegabili.

Il D.P.C.M. 7 giugno 2001 stabilisce ulteriori disposizioni per l’operatività della zona franca doganale di Cagliari, nella delimitazione territoriale del porto di Cagliari (rif. D. Lgs 75/98). In questa zona è autorizzata qualsiasi attività di natura industriale o commerciale o di prestazione di servizi così come previsto dalle disposizioni del codice doganale comunitario e dalle relative norme di applicazione, dalle quali restano disciplinate le operazioni di introduzione, deposito, manipolazione, esportazione e riesportazione delle merci.

Secondo la L. 296/2006 (all’art. 1, comma 340) per favorire lo sviluppo economico e sociale, anche tramite interventi di recupero urbano, di aree e quartieri degradati nelle città del Mezzogiorno, identificati quali zone franche urbane, […], è istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico un apposito Fondo con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. La legge finanziaria 2008 (L. 244/2008, commi 561, 562 e 563) ha confermato tale stanziamento e definito in maggiore dettaglio le agevolazioni fiscali e previdenziali che, in ogni caso, troveranno la loro definizione particolareggiata in un decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Le aree bersaglio individuate dal CIPE nella seduta dell'8 maggio 2009 per la prima sperimentazione del dispositivo ZFU si collocano in 22 città italiane e tra queste: Cagliari, Quartu Sant’Elena e Iglesias.

Lucia Schirru

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