L'addio di Aeroitalia apre uno scenario di profonda incertezza per la mobilità dell’Isola, su cui interviene con fermezza il presidente di Confcommercio Sardegna, Sebastiano Casu: «Accogliamo questa notizia con grandissimo rammarico e profondo disappunto. Non si tratta soltanto dell'uscita di un singolo vettore, ma dell'ennesimo strappo alla trama economica e sociale della Sardegna. Vedere le nostre rotte principali di nuovo nel limbo significa gettare nello sconforto imprese, lavoratori e famiglie che chiedono solo di poter viaggiare e programmare senza l'angoscia costante del domani».

La decisione del vettore accende i riflettori su un modello di trasporto aereo che continua a mostrare il fiato corto. La ciclica emergenza dei bandi, le gare deserte e i frequenti cambi di rotta delle compagnie dimostrano come la continuità territoriale sarda necessiti di una riforma profonda e strutturale, capace di superare la logica delle soluzioni tampone per garantire stabilità nel tempo.

«La rabbia tra gli operatori economici è tanta — prosegue Casu — perché chi fa impresa nel turismo, nel commercio e nei servizi non può operare in un contesto di perenne incertezza. Tuttavia, piangersi addosso non serve a nulla: ora dobbiamo rimboccarci le maniche e pretendere risposte immediate. La mobilità non è un privilegio concedibile a intermittenza, ma un diritto costituzionale irrinunciabile per la nostra insularità».

Nei prossimi mesi la priorità assoluta sarà evitare che il riassetto delle rotte si traduca in un impoverimento dei voli o in un impennata dei costi per i passeggeri. Il tessuto produttivo sardo non può permettersi isolamenti temporanei o tagli alle frequenze proprio nella fase di pianificazione delle prossime stagioni.

«Faccio un appello accorato e risoluto alla Regione, al Ministero e all’Enac — conclude il presidente di Confcommercio Sardegna — ci si sieda subito a un tavolo propositivo per riassegnare i collegamenti nel minor tempo possibile. Serve una regia forte e autorevole per individuare soluzioni rapide, sostenibili e definitive. Confcommercio è pronta a fare la propria parte con idee concrete e contribuendo alla formazione di scelte che siano frutto di una reale concertazione capaci di dimostrare con i fatti che i sardi meritano rispetto».

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