Borse in caduta libera, dall'Asia all'Europa, per effetto della guerra in Medio Oriente che spinge ancora una volta al rialzo le quotazioni di petrolio e gas.Tra i listini in apertura Milano è il peggiore (-3,8%). Pesanti anche Madrid (-3,2%), Francoforte (-2,8%), Parigi (-2,2%) e Londra (-2%).

Gli investitori si interrogano sulla durata delle ostilità: e se il presidente americano, Donald Trump, ha fatto sapere che gli attacchi dovrebbero durare 4-5 settimane, appare sempre più evidente come l’escalation del conflitto sia anche legata al blocco per le catene di approvvigionamento energetico e, di conseguenza, alla tenuta dell’economia globale. Punto nodale la situazione attorno allo stretto di Hormuz, che se restasse a lungo bloccato, come annunciato ieri dai pasdaran, porterebbe inevitabilmente alla speculazione energetica con pesanti ricadute anche nel nostro Paese.

Nel frattempo continua la sua corsa al rialzo il prezzo del gas, che supera i 60 euro al megawattore, con un ulteriore incremento in doppia cifra rispetto al 40% circa di ieri.  Su anche i prezzi dei carburanti, con una quotazione del gasolio aumentata di oltre il 16% toccando un livello raggiunto l'ultima volta il 14 febbraio del 2024. Anche la quotazione della benzina al massimo dal 23 giugno 2025 con il self a 1,674 euro al litro e il diesel self a 1,728 euro al litro. 

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(Unioneonline)

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