La bozza Ue sugli affitti brevi: «Possibili limiti in zone sotto stress abitativo»
Il regolamento "Affordable Housing Act”, protestano le associazioni: «Un ecosistema di imprese rischia di ricevere un colpo fatale»(foto simbolo Ansa)
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un unico criterio europeo definirà le aree sotto stress abitativo nelle quali sarà possibile limitare gli affitti brevi.
È il punto centrale del regolamento "Affordable Housing Act” - visionato dall'ANSA - che la Commissione europea presenterà il 9 settembre prossimo.
Un'area soggetta a stress abitativo, si legge nella direttiva, è tale «se il prezzo medio di transazione di un'abitazione nell'area in questione, rapportato al reddito disponibile medio della popolazione di tale area (“rapporto prezzo-reddito”), è pari o superiore alla soglia di 8» e se «il rapporto prezzo-reddito è aumentato negli ultimi dieci anni».
Protesta l'Aigab - Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi: «Apprendiamo che nei prossimi giorni, probabilmente il 9 settembre, Dan Jorgensen, commissario europeo per l'Energia e l'Edilizia abitativa, presenterà l'Affordable Housing Act, il Regolamento Ue su affitti brevi e stress abitativo. Ma sarebbe più corretto dire 'contro gli affitti brevi', perché di fatto il Regolamento in questione, direttamente applicabile senza recepimento nazionale, sembrerebbe prevedere per le autorità nazionali, regionali e comunali una procedura comune per limitare gli affitti brevi e l'acquisto/uso di immobili non adibiti a prima residenza nelle 'aree di stress abitativo'».
«Conseguenze: se i sindaci avranno il potere di introdurre restrizioni alle locazioni brevi - spiega l’associazione -, mezzo milione di famiglie ha investito nelle locazioni brevi e potrebbe vedersi ridotta una fonte di reddito o scegliere di ricorrere al sommerso. L'ecosistema di imprese (Property Manager, società di pulizie, servizi agli immobili, società di software, indotto delle case vacanze ecc) rischia di ricevere un colpo fatale. In molte aree del Paese il valore degli immobili è sostenuto dalla capacità di produrre reddito. Se le case non si possono affittare hanno valore solo per chi le abita come prima casa, quindi la misura avrebbe effetti depressivi per tutto il comparto immobiliare italiano. Come Aigab siamo già al lavoro da tempo per difendere ancora una volta diritti fondamentali dei proprietari e delle imprese italiane», conclude.
La bozza non piace neanche a Confedilizia: «Al netto delle forti perplessità sulla stessa competenza dell'Unione europea a intervenire su questa materia, la bozza di regolamento Ue sulla casa è inaccettabile – dice il presidente Giorgio Spaziani Testa - Si tratta di un testo gravemente lesivo della libertà contrattuale e del diritto di proprietà, che arriva persino a consentire limitazioni all’acquisto e all’utilizzo di immobili non destinati ad abitazione principale, oltre che all'attività di locazione breve. Un esercizio di dirigismo in purezza, predisposto da funzionari lontani dalla realtà, che confidiamo non veda mai la luce».
(Unioneonline)
