L'inflazione torna a farsi sentire in Italia e preannuncia per le prossime settimane un balzo dei prezzi per effetto delle crisi energetica innescata dalla guerra nel Golfo. I dati dello scorso mese confermano come la pressione sui prezzi sia ancora concentrata sui servizi e sugli alimentari freschi, mentre l’energia continua a sostenere l’inflazione generale verso il basso. Tuttavia, la combinazione di fattori stagionali, geopolitici e internazionali rende l’andamento dei prossimi mesi ancora incerto.

A febbraio l'accelerata dei prezzi riflette soprattutto la dinamica dei servizi e degli alimentari non lavorati. I trasporti passano da +0,7% a +2,9%, mentre i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona salgono da +3% a +4,9%. Gli alimentari non lavorati accelerano, da +2,5% a +3,7%, con rincari che includono frutta, verdura e ortaggi freschi, in particolare ortaggi, tuberi, banane plantano, banane da cucina e legumi (da -0,6% a +2,1%), frutta (da -2% a -0,8%) e pesce e prodotti ittici (da +2,3% a +2,8%).

Al contrario, rallentano i prezzi degli alimentari lavorati (da +1,9% a +1,4%), mentre continua la flessione dei prezzi energetici, sia regolamentati (-11,6%) sia non regolamentati (-6,2%). Per quanto riguarda i beni di consumo essenziali, l’indice dei prezzi per alimentari, cura della casa e della persona cresce appena a +2%, mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto restano stabili a +1,9%.

Gli effetti della dinamica dei prezzi continuano a farsi sentire sul potere d’acquisto delle famiglie, e a marzo si teme un'ulteriore impennata. La componente dei servizi e dei beni alimentari non lavorati è trainata da fattori stagionali, ma anche dall’aumento dei prezzi dell’energia e da tensioni internazionali sui mercati delle materie prime.

«È evidente che per le famiglie si rischia il colpo di grazia finale al loro potere d'acquisto» ha fatto sapere l’Unione nazionale consumatori. 

(Unioneonline/ n.s.)

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